Ancora attacchi umilianti sferrati alle donne. Da notizie di stampa apprendiamo che la società Cassa Depositi e prestiti, controllata dal Ministero dell’economia, intende modificare lo statuto per poter ridurre da due quinti a un terzo la presenza nei propri consigli di amministrazione del genere meno rappresentato, ossia le donne. Ciò per far entrare uomini in attesa di poltrona.

Se confermato, sarebbe un segnale gravissimo che apre ad un ritorno al passato, quando la percentuale di donne nei Cda di società quotate era appena il 7%. Dal 2012, anno del varo della legge Golfo-Mosca per il riequilibrio di genere nelle gestioni societarie, il nostro Paese vanta una misura di avanguardia che ha portato a circa il 40% la partecipazione femminile, valutata positivamente da tutti gli analisti economici. Chiediamo chiarimenti al Governo Meloni e soprattutto di non fare passi indietro rispetto al contributo delle donne allo sviluppo.

Confidiamo che questo approccio misogino e maschilista venga quanto prima smentito altrimenti sarà una ulteriore conferma di attacco alle donne che umilia le loro competenze.

Così dichiara la Portavoce nazionale delle Donne Democratiche, Roberta Mori.