(16 aprile 2024) L’emendamento al DL PNRR che dà inedito spazio alle associazioni pro-life e antiabortiste nei Consultori pubblici già approvato con un blitz in Commissione, oggi al voto in Aula e su cui il governo ha posto la fiducia, è una clava ideologica calata con violenza sull’autodeterminazione femminile e un gravissimo tentativo di imporre un pensiero minoritario che non corrisponde ai desideri e alle conquiste delle donne italiane, aggirando il confronto democratico e forzando il sistema regolatorio dei servizi sociosanitari.

A tale protervia del potere, che ignora ogni discussione e confronto alla luce del sole, le Donne Democratiche rispondono riaffermando il fronte ampio delle competenze e dei diritti, la rete laica di istituzioni, associazioni e professionisti al servizio della salute femminile e della scelta procreativa e riproduttiva delle persone. Perché il punto è proprio la scelta come la legge 194 la definisce, ovvero informata, consapevole e, su queste basi, libera – dichiara Mori – mentre il tentativo in atto oggi in sede parlamentare e che vediamo periodicamente agito nelle Regioni dove la destra ha la maggioranza, è quello di far saltare l’equilibrio stabilito dalla norma per arrivare alla negazione della soggettività femminile quando si tratta di interrompere una gravidanza. Una vera e propria crociata contro il diritto delle donne e ragazze di decidere del proprio corpo e della propria vita che ci trova compattamente contro e mobilitate, a fianco delle già numerose associazioni e professioniste che hanno organizzato eventi di protesta.

Le Donne Democratiche riaffermano la legge 194 e il ruolo dei Consultori a sostegno della genitorialità responsabile e della salute femminile e riproduttiva, respingendo anche questa ultima prevaricazione di una destra che colpevolizza le donne e nega loro ogni rispetto. Evidenziamo anche un problema gravissimo di privacy nell’imposizione di associazioni pro-life nelle strutture consultoriali, una violenza doppia contro l’autodeterminazione delle donne in momenti delicatissimi che meritano rispetto e anonimato. Per questo noi coinvolgeremo anche il Garante per la protezione dei dati personali e ogni Autorità occorra a respingere questo attacco subdolo e vergognoso.

La Portavoce nazionale delle Democratiche, Roberta Mori

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