(15 aprile 2024) Nella sede del Consiglio regionale, a Trieste, ho portato il sostegno della Conferenza nazionale delle Democratiche alla battaglia che donne, consiglieri PD e associazioni friulane stanno portando avanti per ottenere una legge elettorale regionale che finalmente introduca la doppia preferenza di genere.

Il divario tra uomini e donne persistente in ogni ambito, compreso quello della rappresentanza istituzionale ed elettiva, non può essere considerato “normalità” o problema residuale. Va riconosciuto e affrontato, al contrario, come effetto di una cultura e società impari che alimenta discriminazione, sofferenze, marginalità e violenze. Abbiamo ribadito che la Democrazia è paritaria o non è. E la doppia preferenza di genere non è un vezzo femminista, ma uno strumento utile ad aumentare la partecipazione femminile in politica, nei luoghi della decisione.

La Giunta di destra del Friuli Venezia-Giulia, ignorando il dettato costituzionale, mortifica le pari opportunità e i diritti di piena cittadinanza delle donne friulane. Il meccanismo della doppia preferenza di genere ha incentivato in tutte le Regioni il protagonismo delle donne, oltre al numero di elette. Occorre tempo per consolidare la cultura della parità, e proprio per questo occorre subito introdurre questa innovazione dove ancora non c’è. Ovvero oltre al Friuli, in Valle d’Aosta e Sicilia oltre alla Provincia Altoatesina. Dire NO alle due preferenze in scheda, un uomo e una donna, pena la nullità del voto, ostacola la crescita di una leadership politica femminile e sbarra la strada ad una visione egualitaria della società. Per dare spazio alle donne in politica e non lisciare il pelo al patriarcato, bisogna cambiare le regole del gioco, perché solo quando le donne hanno cambiato le regole la società è progredita.

Ringrazio la Portavoce della Conferenza regionale delle Democratiche Ilaria Celledoni, i/le colleghi e colleghe Manuela Celotti, Laura Fasiolo e Francesco Russo (primo firmatario della proposta elettorale paritaria), la segretaria regionale PD Caterina Conti, Andreina Baruffini in rappresentanza di ‘Se non ora quando” che ha illustrato il ricorso, promosso da decine di associazioni, contro la Giunta regionale per l’incostituzionalità della legge elettorale vigente. VEDI ANCHE l’articolo pubblicato sul Messaggero e il Comunicato stampa nazionale: