(10 marzo 2024) Grazie al Gruppo Partito Democratico in Regione Veneto e alla capogruppo Vanessa Camani, per avermi invitato al Convegno “Diventa ciò che sei. Il lavoro delle donne in Veneto” tenutosi presso l’ex Fornace Carotta a Padova. In occasione della Giornata internazionale della donna, un’iniziativa seria e molto partecipata basata su uno studio approfondito che non solo analizza la condizione femminile ma rilancia le politiche necessarie a sostenerla ed emanciparla dai troppi ostacoli.

Anche in una regione ricca del nord le ragazze e donne non accedono agli stessi diritti e opportunità degli uomini. Pur al di sopra della media nazionale, il livello di occupazione delle donne si ferma al 59,8% (quello maschile di attesta al 75,7%). Solo il 33,9% dei dirigenti e il 27,8% dei quadri sono donne, anche nei settori in cui è prevalente la presenza femminile. Dalle statistiche di Eurostat e della Consigliera di Parità è emerso che, a fronte dell’83% degli uomini con un impiego a tempo pieno e indeterminato, le donne nella medesima condizione sono appena il 53,3%; in particolare, la componente femminile ricopre l’80,2% del lavoro part time. Il gap di genere è poi evidente dal punto di vista retributivo: una donna occupata guadagna poco più di 17,4 euro lordi l’ora, contro i 22,6 degli uomini, fermandosi al 73% della retribuzione media oraria erogata alla componente maschile, anche a parità di ruolo. Pesano le penalizzazioni sul reddito delle donne che scelgono la maternità: fatto 100 il tasso di occupazione delle giovani donne senza figli in Veneto, l’occupazione delle donne con figli sotto i 6 anni si ferma al 78,1%, un crollo verticale che racconta di una perdurante inconciliabilità della maternità con il mercato del lavoro. Ulteriore dato, quello dello squilibrio del lavoro domestico non retribuito: se lavora solo l’uomo, il 76% del carico familiare grava sulla donna, ma la percentuale scende di poco, al 68%, se lavorano entrambi.

Un plauso alle colleghe venete – oltre a Vanessa, le consigliere Anna Maria Bigon, Chiara Luisetto e Francesca Zottis – per aver sempre proposto e anche ottenuto misure di equità di genere tese a riequilibrare tali evidenti disparità e ingiustizie. La Giunta Zaia non le ha applicate, come ad esempio la Legge reg. 3/22 “Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra donne e uomini e il sostegno all’occupazione femminile stabile e di qualità”, di cui ha tenuto nel cassetto anche lo stanziamento. Nelle mie conclusioni ho ringraziato del protagonismo resiliente e della consapevolezza che il Gruppo regionale del Partito Democratico Veneto dimostra ogni giorno nella non facile battaglia per l’empowerment sociale ed economico delle donne. Da neoeletta Portavoce nazionale delle Donne Democratiche ho riepilogato gli impegni della nostra Piattaforma “L’onda d’urto delle donne” chiedendo di rafforzare la rete dei territori, per affermare quell’approccio organico e integrato delle politiche che serve per abbattere i gap e restituire piena dignità alle cittadine e lavoratrici.

Significativi tutti gli interventi, delle colleghe Democratiche e dell’assessora del comune di Padova Margherita Colonnello, del senatore Andrea Martella e della consigliera di parità regionale Francesca Torelli, dei segretari generali di CGIL, CISL e UIL Tiziana Basso, Gianfranco Refosco e Roberto Toigo, del direttore di CNA Veneto Matteo Ribon. Sono intervenute anche le nostre deputate Rachele Scarpa e Giuditta Pini, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, l’assessora del comune di Verona Elisa La Paglia, le splendide professioniste dei Centri Antiviolenza e delle associazioni. Insieme il nostro cammino sarà inarrestabile.