(27 febbraio 2024) Scegliere da che parte stare, senza alcuna certezza né contropartita ma solo in base a ciò che si ritiene giusto. Unirsi nella lotta al di là di appartenenze politiche quando in gioco c’è la costruzione di un futuro migliore per tutti e tutte. È così che è nata la democrazia e la Costituzione italiana. Ricordiamolo sempre. A me piace ricordarlo in questa giornata particolare, che interseca più avvenimenti.

Oggi gli spogli ci consegnano la vittoria densa di significato di Alessandra Todde, prima donna Presidente di quella terra aspra e meravigliosa che è la Sardegna. Pochi osservatori sino a qualche settimana fa avrebbero scommesso sulla vittoria del centrosinistra, almeno fino a quando la destra Meloniana non ha imposto il proprio candidato agli alleati ingaggiando una partita di potere con la Lega che nulla ha a che fare con gli interessi dei sardi. Forse le cittadine e i cittadini non hanno gradito alcune manifestazioni di arroganza dell’attuale governo nazionale, di sicuro, in maggioranza, non hanno apprezzato i governi locali di centrodestra che hanno acuito problemi e diseguaglianze sociali nella regione. Il Partito Democratico ha voluto fortemente l’accordo con i 5Stelle e con la segretaria Elly Schlein ha costruito con determinazione e umiltà la convergenza per l’alternativa. Abbiamo avuto ragione, le forze progressiste e la candidata unitaria hanno prevalso nonostante la scelta separatista a sinistra di Renato Soru.

Oggi, un anno fa, Elly Schlein ha vinto le primarie. Anche allora eravamo in pochi a crederci, tanto che la sua prima frase fu “non ci hanno visto arrivare”. La politica è strana perché necessita non soltanto di buone idee e di ottimi candidati, ma di una connessione sentimentale con il bisogno di cambiamento. La destra da poco al governo del Paese aveva già mostrato il suo approccio ideologico, la sua smania di potere e il volto repressivo. Da parte sua il PD era percepito più come forza conservatrice che autenticamente progressista. La strada per affermare un’alternativa credibile, culturale e politica, nella società italiana, è ancora lunga ma in questo anno abbiamo capito che non ci sono scorciatoie, che ogni giorno si è chiamati a scelte di coerenza e di unità per essere convintamente dalla parte delle persone, dei diritti, dei territori, della giustizia sociale.

Oggi si è celebrata la battaglia partigiana di Fabbrico, nei luoghi dove 79 anni fa decine di ostaggi civili vennero salvati dalla fucilazione della rappresaglia nazifascista. L’orazione ufficiale del presidente Stefano Bonaccini ha reso omaggio ai caduti partigiani e con loro al valore della scelta e del sacrificio per la libertà compiuto da ragazzi e ragazze, uomini e donne di ogni fede politica o religiosa, che si sono contrapposti agli oppressori. “Coloro che hanno sacrificato la vita scegliendo di stare dalla parte giusta e gli avvenimenti della lotta partigiana e di liberazione rappresentano le fondamenta della nostra storia e della nostra memoria, il collante delle nostre comunità e della convivenza civile che il nazifascismo avrebbe cancellato per sempre: lì si trovano le radici della nostra Repubblica. Dobbiamo sempre ricordare quel tratto di strada compiuto dall’antifascismo, attraverso la Resistenza e la Liberazione e poi con l’adozione della Costituzione repubblicana, che ci ha permesso di riconquistare libertà e dignità: valori fondamentali e universali, che dobbiamo alimentare e tenere vivi ogni giorno.”