(16 febbraio 2024) È Roberta Mori la candidata unitaria a portavoce della Conferenza delle Democratiche. Valeria Valente, che pure aveva depositato le firme a proprio sostegno, ha condiviso un percorso comune costruito sulla sintesi tra le due piattaforme, sull’apertura, il pluralismo e la valorizzazione delle differenze. Questo l’esito della prima fase elettorale nel percorso di rinnovamento dell’organismo del Partito Democratico aperto alle donne iscritte e non iscritte.

Nella serata del 15 febbraio, il Comitato nazionale di garanzia – che ha svolto le sue funzioni sempre unitariamente nel pieno rispetto del regolamento e della promozione di una larghissima partecipazione – ha animato un incontro con le Portavoci regionali e i Comitati regionali di garanzia, esponendo un primo rendiconto del viaggio verso il 9 marzo, quando la nuova portavoce nazionale prenderà la guida della Conferenza nell’assemblea delle delegate che si terrà a Roma con la presenza di Elly Schlein.

Sono 14.000 le ragazze e le donne che hanno aderito alla Conferenza, di loro il 45% non iscritte al PD, un risultato grande che può portare un vento di cambiamento e una spinta all’alternativa alla destra peggiore. Ora si avvicina l’ultima tappa con le assemblee regionali per discutere di piattaforma, di futuro e per eleggere la lista delle delegate collegate alla candidatura di Roberta Mori e rappresentative di esperienze, generazioni, apertura, territori e di quell’impegno unitario voluto da Roberta Mori e Valeria Valente.

“In 14.000 hanno scelto uno spazio di libertà nel PD – ha commentato Barbara Pollastrini, presidente del Comitato di garanzia – libere per allargare la libertà di tutte. Libere per un’Europa che riparta dai diritti umani e dalla solidarietà con le donne in Iran, in Afghanistan. Libere di volere e costruire la pace e un nuovo ordine mondiale, di alzare la voce per il cessate il fuoco umanitario a Gaza dove un massacro colpisce donne e bambini. Libere contro il terrorismo di Hamas – aggiunge l’esponente dem – che ha straziato vite e corpi. Libere di fare di ogni giorno, un giorno contro la violenza. Libere di pensare, sognare e fare. Libere di volere un partito nuovo, cambiarne le logiche, i poteri e i potentati. Libere per restituire a chi non è vista, a chi viene tolto e a chi non si dà un lavoro, un reddito, un’autonomia. Un grande augurio a Roberta e un grande abbraccio a Valeria perché quel “c’è ancora domani” non è solo un magnifico film, è il cammino, è la lotta infinita per i diritti umani delle donne come condizione per la dignità di ogni persona”.