(COMUNICATO STAMPA) Siccità fiume Po. Roberta Mori e Andrea Costa: “La Regione sostenga anche chi vive di navigazione e turismo nella Bassa Reggiana”.

La Regione Emilia-Romagna ha sempre affrontato e sta affrontando – si pensi solo alla tragedia alluvione – in modo determinato e condiviso con i territori le conseguenze delle emergenze climatiche purtroppo sempre più frequenti. Tra queste non va dimenticata la siccità, che fa sentire nelle ultime annate i suoi pesanti effetti sul Po, come sanno bene i fruitori abituali del Grande Fiume che hanno vissuto in particolare la secca del 2022. “Quello adottato dalla Regione è secondo noi un approccio corretto – sottolineano Roberta Mori e Andrea Costa – perché da un lato interviene in modo strutturale per la mitigazione del rischio climatico e dei danni ambientali, dall’altro non fa mancare ristori per la ripartenza delle diverse attività agricole, commerciali e turistiche danneggiate da eventi climatici. Proprio per questo chiediamo attenzione per gli operatori fluviali che non hanno ricevuto sostegni economici nonostante perdite ingenti e oggettive causate da livelli idrometrici ai minimi storici”.

Con una INTERROGAZIONE depositata oggi Mori e Costa si rivolgono alla Giunta regionale per accertare che operatori e motonavi fluviali non siano esclusi da ristori e riportano il caso della motonave Stradivari di Boretto, che rappresenta un’attrazione rinomata e trainante per il turismo di tutto il territorio della Bassa Reggiana e Parmense. La motonave sin da marzo e fino ad agosto del 2022 è stata costretta all’attracco per molte settimane subendo, causa cancellazioni di presenze a bordo ed eventi, perdite acclarate di centinaia di migliaia di euro. Al contempo le risorse nazionali ottenute dall’Emilia-Romagna nel 2022 in seguito al riconoscimento dello stato di emergenza siccità, destinate alla infrastrutturazione idrica e per interventi di risarcimento del comparto agricolo, hanno lasciato fuori le attività turistiche. “Dato che la nostra Regione si è sinora distinta per lo stanziamento di risorse proprie in modo da non lasciare sola nessuna categoria colpita da calamità, come è avvenuto – ricordano – per i privati alluvionati non rimborsati dallo Stato, per gli operatori della pesca colpiti dal granchio blu o per le imprese montane e gli impianti di risalita danneggiati dalla mancanza di neve, chiediamo di prevedere canali di sostegno anche per chi vive di navigazione e turismo fluviale. Pensiamo al recente passato ma – concludono i PD reggiani – soprattutto al futuro di un comparto molto esposto alla siccità ricorrente.”