(25 gennaio 2024) “L’odio è il non poter vedere l’altro, che ha solo la colpa di essere nato”. Così Liliana Segre, da sopravvissuta e testimone indomita dello sterminio ebraico, definisce quel seme che infesta la nostra umanità e riesce ad accecarci. In Sinagoga a Reggio Emilia come nelle numerose iniziative in vista del Giornata della Memoria uniamo al ricordo il sentimento e la volontà di Pace.

Nessun destino dovrebbe mai essere segnato solo per essere nati in un certo luogo o per avere un certo cognome o colore della pelle, eppure il seme dell’odio che portò ai crimini nazifascisti e alla Shoah continua a replicarsi e come allora rischia di sommarsi all’indifferenza.

In Sinagoga a Reggio Emilia e nelle tante iniziative di Memoria che teniamo in questi giorni di ricorrenza della liberazione del campo di Auschwitz (27 gennaio 1945) ricordiamo tutte le persone perseguitate e deportate, uccise e lasciate morire di stenti perché di razza ebrea o perché omosessuali o rom o considerati diversi e inferiori. Ricordiamo anche le infami leggi razziali fasciste e i Giusti che si opposero al progetto di sterminio e in Italia e in Europa salvarono vite rischiando la propria.

Su tutto in noi prevale il desiderio di estirpare quell’odio cieco che rinnega l’umanità, il sentimento di pace da riaffermare ad ogni svolta della storia. Su tutto prevalga l’insegnamento della Memoria e non l’indifferenza che diventa complicità.