(Roma, 17 gennaio 2024) Ci siamo riunite con i/le responsabili PD regionali e territoriali per condividere sia le ultime tappe verso la nuova Conferenza delle Democratiche e la nuova Portavoce, sia la grande opportunità politica di allargare la partecipazione delle donne nel campo progressista. Il protagonismo femminile consapevole è parte essenziale della costruzione del consenso attorno ad un progetto alternativo alle destre reazionarie e noi Donne Democratiche possiamo già ora, ad ogni livello, fare la differenza. Grazie alla coordinatrice della Segreteria PD Marta Bonafoni e alle componenti del Comitato nazionale di garanzia per aver promosso l’incontro.

“Avanti tutte. Protagoniste del cambiamento” è un po’ la parola d’ordine di questo periodo di rinnovamento e rinnovo della Conferenza. Fino a mercoledì 31 gennaio, lo ricordo, qualunque donna e ragazza iscritta e non iscritta al Partito Democratico può compilare il modulo di adesione online su https://donnedem.it/ e partecipare così alle votazioni oltre che essere votata. Il percorso prevede infatti lo svolgimento di assemblee delle Donne Democratiche in tutte le regioni in febbraio e sino al 3 marzo: da queste sedi usciranno le delegate dai territori, ossia le componenti della nuova Conferenza nazionale, che si insedierà il 9 marzo 2024 per eleggere la nuova Portavoce. Al proposito, le candidature a Portavoce con relative piattaforme politico-programmatiche dovranno essere depositate entro il 10 febbraio. A presidiare la correttezza e il buon andamento del tutto è un Comitato nazionale di garanzia insediatosi l’8 gennaio scorso, presieduto da Barbara Pollastrini, a cui partecipano senza diritto di voto anche Marta Bonafoni e la presidente della commissione nazionale di garanzia PD Stefania Gasparini.

Il cammino delle donne verso l’eguaglianza di genere e l’autodeterminazione è storicamente inarrestabile se pure, come sappiamo bene, costellato di ostacoli, sacrifici, attacchi, tentativi anche brutali di riportare indietro l’orologio della storia. La missione che molte di noi Democratiche sentono urgente è non solo essere al fianco delle donne, per sostenerne i diritti e le lotte che ci accomunano, ma quella di mettere nelle loro mani e al loro servizio in modo paritario gli strumenti del potere democratico, per una società più giusta, libera da discriminazioni e violenze. La democrazia del terzo millennio, per essere tale, non può fare a meno del pensiero e dell’azione femminista. Ecco la differenza, culturale e politica, che in tante dovremmo portare nel dibattito pubblico e nei temi di un percorso di rinnovo che riguarderà tutta la politica nel centrosinistra e potrà segnare una svolta nel campo progressista italiano.