(19 dicembre 2023) La manovra regionale 2024, che abbiamo approvato in Aula, sostiene con adeguate risorse famiglie e persone in difficoltà, la Sanità universalistica e territoriale, misure di mitigazione dei rischi legati al cambiamento climatico. Per la prima volta, nell’ambito dell’investimento strutturale della Regione per la prevenzione delle violenze di genere, abbiamo deciso di destinare 650.000 euro, ovvero l’intera disponibilità di Assemblea del Gruppo PD e del Gruppo ‘Bonaccini presidente’ per modifiche al Bilancio, al sostegno ulteriore sia della formazione del personale volontario e dei Centri antiviolenza, sia di quei servizi dedicati agli uomini violenti per un loro recupero e assunzione di responsabilità.

A tasse regionali invariate manteniamo una serie di misure sociali quali l’esenzione dal ticket sulle prime visite specialistiche dei figli, la copertura del 100% delle borse di studio per garantire ai meno abbienti il diritto allo studio universitario e scolastico, le corse gratuite sui mezzi di trasporto pubblico locale per studenti fino a 19 anni e abbonati al servizio ferroviario regionale. Per il secondo anno consecutivo viene adeguato con segno più il Fondo regionale per la non autosufficienza, portato a oltre mezzo miliardo di euro per assicurare la domiciliarità di molte prestazioni assistenziali e per sostenere il lavoro di cura di tante caregivers famigliari. Assicurati poi il contributo di 4 milioni all’anno alle Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp) dell’Emilia-Romagna, l’iscrizione al Servizio sanitario dei senza fissa dimora e, con oltre 400mila euro, il sostegno delle farmacie rurali. Un sostegno importante va ai Comuni per l’autonomia abitativa delle donne vittime di violenze. Parlando di Enti locali, prosegue anche il piano di recupero degli alloggi popolari e lo stanziamento sul Fondo affitti, azzerato invece dal Governo. Per il diritto all’abitazione la Regione è pienamente in campo: ulteriori 7 milioni vanno per alloggi da destinare alla locazione o assegnazione in godimento permanente o per un periodo minimo di 10 anni; soluzioni a canone calmierato per quelle famiglie con Isee fino a 35 mila euro, che dunque non possono accedere all’Edilizia residenziale pubblica ma che sono in difficoltà sul libero mercato.

Fra le tante altre poste di spesa che, ad esempio, confermano incentivi e integrazione dei fondi europei per le imprese, per il Tecnopolo, per l’innovazione (anche energetica) del sistema produttivo e agricolo, un importante capitolo è dedicato alla sicurezza territoriale, messa a dura prova da disastri climatici purtroppo ricorrenti. Contro il dissesto idrogeologico viene incrementato di 8 milioni il fondo manutenzioni, consolidato il contributo ad Aipo di 5 milioni e rafforzato il Fondo somme urgenze, mentre prosegue lo stop al consumo di suolo e dei piani insediativi locali nelle aree a maggior rischio. Con un ordine del giorno PD, abbiamo impegnato la Regione a seguire le indicazioni della commissione tecnico-scientifica sull’alluvione e chiesto al Governo il rimborso anche per i beni mobili danneggiati e comunque il riconoscimento del cento per cento dei rimborsi, come del resto promesso dalla presidente del Consiglio. L’esito del lavoro della Commissione scientifica ingaggiata dalla Regione dopo le alluvioni di maggio non ha solo confermato che l’Emilia-Romagna è stata colpita da un evento di portata, intensità e vastità senza precedenti nel passato; il rapporto ha soprattutto dato precise indicazioni per la ricostruzione e per una corretta gestione del rischio idraulico e idrogeologico su cui impattano -e impatteranno pesantemente- i cambiamenti climatici. Oltre al controllo che è in atto sul consumo di suolo per arrivare a fermarlo, le indispensabili misure di mitigazione del rischio, preventive, sono l’applicazione dei Piani forestali territoriali, nuovi piani di ripristino del verde e interventi strutturali per restituire ai fiumi il loro spazio.