Endometriosi. Governo muto e minoranze in Regione solo strumentali. I consiglieri reggiani di maggioranza intervengono: “L’emendamento delle minoranze era improvvisato e senza copertura di spesa, noi lavoriamo con le associazioni e le competenze sanitarie per una presa in carico sempre più precoce e appropriata.”

(20 dicembre 2023) “In Emilia-Romagna abbiamo rafforzato l’organizzazione dei servizi, fondati su multidisciplinarietà e integrazione dei percorsi diagnostici terapeutici (PDTA) per dare un’assistenza appropriata che permetta di minimizzare l’incidenza e le complicanze dell’endometriosi, valorizzando la rete dei centri di referenza regionali di primo, secondo e terzo livello che oggi sono 16 presenti in tutte le province, da Piacenza a Rimini. Tutto ciò va presidiato e migliorato dove serve, ma alle forze politiche in opposizione in Regione che sostengono il Governo chiediamo un analogo impegno a livello nazionale per una presa in carico precoce delle pazienti, non iniziative di vuota propaganda”. I consiglieri regionali reggiani Federico Amico, Stefania Bondavalli, Andrea Costa, Roberta Mori e Ottavia Soncini intervengono così sul tema dopo il dibattito in aula nato da un emendamento al Bilancio targato Lega e respinto. “Se entriamo nel merito di questo emendamento – spiegano i consiglieri di maggioranza – la Regione ha già inserito la risonanza magnetica come prestazione aggiuntiva e ha sostenuto in modo concreto l’attivazione di reti e centri di riferimento per la diagnosi, il trattamento, la ricerca e la formazione, sopperendo a lacune di intervento nazionali. L’emendamento presentato dalla Lega, privo di copertura di spesa e quindi non votabile, era un modo per mettere in dubbio la credibilità dell’Emilia-Romagna sulla prevenzione per la salute donna che invece è un nostro impegno costante”.

I consiglieri ricordano che sin dal 2014, con la propria legge quadro per la parità, la Regione Emilia-Romagna ha inserito nei protocolli sanitari territoriali la medicina di genere e lo sviluppo di servizi appropriati per le patologie genere-specifiche come l’endometriosi. E ricordano che la pillola anticoncezionale orale, sulla cui gratuità si è espressa a favore l’Agenzia del Farmaco nell’ormai lontano aprile 2023, rappresenta anche una risposta concreta per le pazienti affette da endometriosi e in particolare per quelle donne e ragazze in trattamento con le combinazioni estroprogestiniche orali. “A luglio scorso proprio in sede di assestamento di Bilancio – puntualizzano – abbiamo chiesto al Governo di inserire le prestazioni per l’endometriosi nei Lea esenti e di dare corso alla prescrizione di Aifa sulla pillola gratuita non solo perché è una misura di equità per tutte, ma in particolare per rispettare i diritti di cura delle pazienti. Purtroppo – proseguono Amico, Bondavalli, Costa, Mori e Soncini – il Governo non investe nella sanità pubblica di qualità per tutti e tutte, che consentirebbe risorse adeguate e accesso universalistico anche ai trattamenti delle patologie genere-specifiche”.

“Per quanto ci riguarda – sottolineano in conclusione – con la Giunta abbiamo sostenuto la campagna di sensibilizzazione ‘Non è normale che faccia così male’ e la raccolta firme correlata, abbiamo incontrato le rappresentanti per approfondimenti anche in Commissioni congiunte Parità e Salute e continueremo a incontrare associazioni, professioniste e professionisti, per unirci in una battaglia che dovrebbe essere comune e trasversale. A fronte, dunque, di chi evoca a sproposito il tradimento di un impegno, noi facciamo invece appello alle forze di destra al Governo anche sul Piano nazionale cronicità, chiedendo loro se l’endometriosi entrerà a farne parte. Noi gli strumenti che abbiamo li stiamo usando fino in fondo al fianco delle donne e presidiamo per fare meglio, alle destre chiediamo di esserci con i fatti e non con la propaganda.”