(17 dicembre 2023) Diritti, libertà e democrazie. Cosa rischiano le donne in Italia e nel mondo? Ne abbiamo parlato a Campagnola Emilia grazie all’iniziativa organizzata dalla Spi-Cgil reggiana per sensibilizzare sulle discriminazioni che colpiscono le donne trasversalmente in tutti i Paesi. Testimonianze importanti hanno ispirato il dibattito e quella presa di coscienza necessaria per non spegnere mai i riflettori sulle violenze inaudite, sulle prevaricazioni quotidiane ma anche sulle lotte coraggiose capitanate da donne e ragazze in regimi liberticidi. Che ci riguardano.

La giornalista iraniana Hana Namdari ha studiato all’università di Teheran ma nel 2010 ha dovuto lasciare il suo paese per continuare gli studi in Italia, dove si è laureata per poi diventare corrispondente dell’Independent Persian e dare così un contributo alla causa di libertà delle ragazze e donne iraniane. La stessa affermazione dei diritti umani per cui si batte l’attivista Sohyla Arjmand, sostenendo reti informali a tutela e protezione di tante. Anche le parole di Zeynep Cantekin, psicologa di origine turca, hanno restituito il senso della democrazia e della libertà femminile in quanto valori sociali e collettivi profondamente legati fra loro. Si lotta non solo per se stesse e non perché ce la faccia una su mille. In molti Paesi del mondo si sta manifestando e protestando, a costo della vita, affinché tutte e tutti siano riconosciuti cittadini, ovvero soggetti parimenti autonomi che detengono doveri e diritti. E se il patriarcato nega la soggettività femminile quando è regime, lo fa anche quando è retaggio culturale incontrastato. Parliamoci chiaro: oggi anche in Italia la donna è vista dal potere come corpo al servizio della natalità e a tale ruolo rischia di essere relegata. Oggi dunque, anche in Italia, va contrastata questa visione ideologica che si traduce in scelte politiche e ogni giorno erode diritti democratici e rispetto per la soggettività femminile, alimentando violenze.

La sorellanza fa la differenza; assieme alla fratellanza costituisce una leva di progresso, di uguaglianza ed emancipazione sociale, di superamento dell’indifferenza davanti a governi che sopprimono i diritti e mortificano il ruolo della donna. Ringrazio dell’opportunità Renata Carpi e Marianella Casali del coordinamento donne Spi-Cgil, la filosofa Nadia De Sario e tutte le persone intervenute.