(5 dicembre 2023) Oggi l’Assemblea legislativa ha dedicato una parte importante dei propri lavori all’impegno corale per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne, per imprimere quel cambiamento culturale profondo e quel riequilibrio di potere preteso da milioni di ragazze e ragazzi, uomini e donne, persone che si sono mobilitate e sono scese in piazza in tutta Italia in nome di Giulia e per tutte le vittime di femminicidio dicendo: ADESSO BASTA!

Proprio sull’impegno di attuazione della Convenzione europea per la prevenzione delle violenze domestiche e di genere, la Regione Emilia-Romagna ha investito oltre 20 milioni solo in questa legislatura. Dal Fondo per l’imprenditoria femminile ai bandi periodici su progetti culturali, educativi e di welfare inclusivo, dal Reddito di libertà sino all’investimento nella rete che coinvolge i centri antiviolenza, le istituzioni locali e i servizi dove lavora personale qualificato, non da ultimo con formazione ed empowerment dedicato alle ragazze, cerchiamo di incidere in modo strutturale e con sguardo lungo sull’assetto sociale ancora discriminatorio e segregante che, se non corretto dalla cultura del rispetto delle donne e da una rinnovata equità di sistema, continuerà a svilire la soggettività femminile e dare sponda a condotte prevaricatrici fino agli estremi.

Prevenzione continua ad essere la parola chiave e l’ambito di azione ineludibile, se vogliamo davvero fermare le tante forme discriminatorie e di violenza di genere, tutte inaccettabili. Con una Risoluzione a mia prima firma, sottoscritta e approvata dalla maggioranza, chiediamo a questo Governo di stanziare risorse adeguate a sostenere tra i più giovani l’educazione al rispetto e all’affettività e chiediamo strumenti concreti di sostegno alle vittime, visto che risultano diminuite anche le risorse nazionali che finanziano il Reddito di libertà; l’atto impegna la stessa Regione a potenziare la sensibilizzazione e la formazione di tutti gli operatori, a garantire in futuro risorse adeguate per un sostegno certo e continuativo dei Centri antiviolenza. Ciò che chiediamo insomma, è un investimento vero nella prevenzione, a tutti i livelli, anche quando il clamore legato a drammatici casi di cronaca sarà spento.

Occorre il coraggio di rompere schemi vetusti e narrazioni ipocrite, fuorvianti e spesso stereotipate delle vittime, perché nessuno si può chiamare fuori dalla responsabilità di concorrere ad una società più giusta ed emancipata dalla sopraffazione maschile sulle donne. Il Vescovo di Padova nell’accompagnare Giulia nell’ultimo saluto, proprio oggi, si è rivolto ai giovani dicendo loro “nella libertà, di amare di più e meglio”, perché l’amore è libertà. Grazie all’assessora Barbara Lori, alle colleghe e colleghi intervenuti in Aula.