(25 novembre 2023) Le parole non sono neutre e la violenza di genere si cela dietro ripetute parole e frasi umilianti che dobbiamo far uscire da una arcaica “normalità”. Il primo passo per sconfiggerla è riconoscerla. Con questa campagna comunicativa la Regione Emilia-Romagna si rivolge alle donne e agli uomini con esempi reali di quella cultura patriarcale e sessista che qualcuno ancora nega non volendo vederne i segnali e gli effetti prima degli esiti estremi.

«Stai zitta». «Non vali niente». «Sei tu il problema». Frasi dure che mortificano, umiliano, disorientano e minano l’autostima delle donne ancor prima della loro libertà. Segnali di una violenza psicologica che diventa molto spesso fisica. Il primo intento della campagna, lanciata dalla Regione in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è dire loro che certe frasi pronunciate ripetutamente dai mariti, compagni, fidanzati, sono come schiaffi e gesti di sopraffazione inaccettabili. Si tratta di violenza vera a propria, che la società tutta deve contribuire a far emergere e rifiutare come normalità. Da qui, dal riconoscimento, si costruisce la prevenzione degli abusi e dei femminicidi, per un cambiamento culturale che ci emancipi da questa barbarie.

Dodici frasi, vere, di uomini rivolte a donne scandiranno l’intero 2024, da gennaio a dicembre con un manifesto al mese affisso in tanti luoghi delle nostre città. Da subito, è partita la divulgazione online e social a cui chiunque può contribuire. La campagna di comunicazione è costruita assieme ai Centri antiviolenza e alla rete di sostegno regionale a cui ogni donna e ragazza può rivolgersi per trovare ascolto, accoglienza e aiuto concreto.