(14 ottobre 2023) Sono orgogliosa di aver partecipato al convegno “Capace di scegliere”, organizzato dalla Casa delle Donne di Parma per offrire un importante momento di discussione e riflessione sui temi dell’aborto, della salute e integrità delle donne, dei loro diritti. La rilevanza sociale e culturale della legge 194, a oltre 45 anni dalla sua entrata in vigore, va ribadita e approfondita. Occorre monitorarne costantemente l’attuazione, per rimuovere gli ostacoli che le donne si trovano ad affrontare, sia nell’accesso ad una interruzione volontaria di gravidanza sicura, sia più in generale nel loro percorso verso l’autodeterminazione procreativa.

Sostenere l’accesso equo e dignitoso all’aborto, significa molte cose. Significa affermare la padronanza delle donne sui propri corpi, significa genitorialità responsabile e un diritto a decidere realmente condiviso tra donne e uomini. In questo senso, soprattutto, va sostenuto il ruolo dei Consultori e l’effettiva fruibilità sui territori di un supporto adeguato per coloro che necessitano di servizi di interruzione volontaria della gravidanza. Dagli ultimi dati disponibili, il 73,7% delle residenti in Emilia-Romagna si rivolge al Consultorio familiare per avviare un percorso di IVG: si tratta della scelta maggioritaria tra le straniere (78,4%) ma in crescita anche tra le donne italiane (70,2% nel 2021). Il metodo farmacologico risulta il prescelto nel 61,8% dei casi, pari a 3.505 interventi annuali, rispetto a quello chirurgico (32,8%). Il ricorso al farmaco abortivo è sicuro e controllato e non incide affatto sulla dimensione complessiva delle interruzioni volontarie di gravidanza, che continuano a calare – grazie anche al ruolo svolto da professionisti nei Consultori, compresa la contraccezione sicura – anno dopo anno.

Occorre sempre fare rete per sostenere le libertà, i diritti e il corpo delle donne che ogni giorno nel mondo vengono violati; per promuovere politiche che garantiscano la loro dignità personale e sociale. Un grazie va perciò alla Casa delle Donne di Parma, alle professioniste della Sanità regionale che hanno partecipato, a tutte le relatrici che hanno voluto rinnovare un impegno per l’uguaglianza e la giustizia di genere che è presidio democratico.