(7 gennaio 2023) Le celebrazioni del Tricolore a cui ho preso parte, come ogni anno, a Reggio Emilia, hanno rinsaldato lo spirito di unità, libertà e appartenenza che la bandiera italiana esprime da 226 anni. Da quando i rappresentanti di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, proclamando la Costituzione della Repubblica Cispadana, innalzarono il primo Tricolore rosso bianco e verde a bande orizzontali, bandiera della loro unità.

Nel suo messaggio il presidente Mattarella ha detto: “Sotto questi colori, con questi sentimenti, i nostri avi, nei decenni successivi, si batterono per realizzare l’unità d’Italia. Sotto questa bandiera si compirono le gesta del Risorgimento. Il Tricolore accompagnò la guerra di liberazione e, scelto dai Costituenti come vessillo della Repubblica, costituisce il simbolo della unità e indivisibilità del Paese e di quel patrimonio di valori e principi comuni solennemente sanciti dalla nostra Carta costituzionale.”

Alla cerimonia di apertura in piazza Prampolini con l’Alzabandiera, l’esecuzione dell’Inno nazionale, gli onori militari resi da una Compagnia interforze, è seguita in Sala del Tricolore la consegna della Costituzione italiana, da parte del Sindaco Vecchi, ad una delegazione di Associazioni interculturali aderenti alla Fondazione Mondinsieme. Nella cornice del Teatro municipale sono poi intervenute le autorità nazionali e locali, il presidente della Regione Bonaccini e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi per la lectio magistralis.

Momenti importanti che, fuori di retorica, rappresentano la volontà dello Stato democratico di costruire il futuro perseguendo pace, giustizia, coesione sociale. Nella consapevolezza che la democrazia non è mai scontata, sempre fragile e da alimentare con diritti e partecipazione. Lo abbiamo sottolineato anche il 28 dicembre scorso, al Poligono di tiro di Reggio Emilia dove, nel 1943, i sette fratelli Cervi, Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio vennero fucilati dai fascisti insieme a Quarto Camurri: la prima responsabilità che ci unisce è quella per la difesa dei diritti e della libertà contro i regimi autoritari e tutti i fascismi.