(Novembre 2022) Donne iraniane che si raccontano attraverso scatti allo specchio, foto bellissime e struggenti perché parlano di una segregazione e violenza subite quotidianamente e della volontà di r-esistere e vivere, nonostante tutto. Basterebbe questo a colpirci e invece c’è il coraggio che tutto il mondo ha imparato a conoscere, il sacrificio di ragazze e donne di ogni età che da mesi stanno combattendo contro il regime teocratico alla testa del loro popolo, seguite dai ragazzi e dagli uomini dell’Iran. La repressione del regime secondo l’Unicef ha già causato la morte di oltre 50 bambini e il ferimento di molti altri minori durante i disordini. 450 morti e 18mila arresti, seguiti all’uccisione di Mahsa Amini, non fermano la fame di libertà.

In Assemblea Legislativa abbiamo inaugurato nei giorni scorsi la Mostra “Come l’acqua. Le donne (in)visibili dell’Iran” fino al 2 dicembre esposta nella nostra sede di viale Aldo Moro a Bologna. Curata da Ali Asghar Kalantar, coordinata da Laura Sassi e Fabrizio Fontanelli per l’edizione italiana, la mostra non è completa poiché alcuni scatti sono andati persi, scomparsi assieme alle loro autrici. Con questa iniziativa lanciamo un messaggio di profonda vicinanza alle iraniane e agli iraniani, alle donne che nel mondo combattono e muoiono contro regimi sanguinari per la libertà e i diritti fondamentali di tutti. Ai loro volti e sentimenti possiamo sovrapporre quelli delle nostre madri e nonne, partigiane e ragazze che hanno lottato contro il nazifascismo ottant’anni fa, in un’epoca nella quale il protagonismo, la soggettività e i diritti femminili non erano riconosciuti. Non è retorica affermare che quelle foto raccontano anche di noi.

Ringrazio infine l’Amministrazione comunale di Baiso, in particolare l’assessora Vanessa Piccinini, per aver promosso e avermi coinvolta in un’altra iniziativa pubblica di solidarietà alle donne dell’Iran, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Per i diritti umani, sempre e ovunque.