(18 febbraio 2022) Servono politiche strutturali, servizi accessibili e universali quando si tratta di sostenere e proteggere il benessere individuale e la salute pubblica. Per questo abbiamo presentato una Risoluzione che chiede alla Regione Emilia-Romagna il potenziamento dell’assistenza psicologica all’interno della Sanità pubblica affinché sia accessibile a tutti e tutte tra le cure primarie. C’è infatti un disagio profondo, aggravato o scatenato dalla pandemia, che non va ignorato e richiede al contrario un intervento di sistema, oltre i bonus.

Il “bonus psicologo” nazionale inserito nel Decreto milleproroghe è un passo avanti, che il Partito Democratico aveva proposto già in manovra di bilancio a fine anno. Perché nel cammino verso un sistema sempre più adeguato ai bisogni emergenti, ci sono passaggi intermedi, come questo, che possono aiutare migliaia di persone e tanti anche giovanissimi che in Emilia-Romagna e in tutta Italia hanno dovuto interrompere le cure per la propria salute mentale a causa delle difficoltà economiche. A dicembre 2020 erano stati 10.731 gli emiliano-romagnoli a ricevere un consulto psicologico, telefonico o in presenza rivolgendosi agli ospedali della Regione. Ma i traumi, le paure, gli isolamenti e restrizioni che si sono succedute stanno ancora procurando sofferenze diffuse, tentati suicidi e autolesionismi. Il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi ha segnalato che nel 2021 si è registrato un aumento significativo della domanda di aiuto in particolare per gli adolescenti e i bambini e, al contempo, un 30% di pazienti ha dovuto interrompere la terapia perché troppo onerosa. Secondo recenti rilevazioni ben 6 italiani su 10 affermano di soffrire un disagio e di aver bisogno di rivolgersi a uno psicoterapeuta ma secondo l’Istituto Piepoli, nel 2021 “il 27,5% dei pazienti che avevano intenzione di farlo non ha potuto iniziare un percorso di salute mentale per ragioni economiche”. Oggi sul bonus è previsto lo stanziamento di 20 milioni di euro, che andranno sia a potenziare i Servizi sanitari pubblici sia a ristoro delle spese (a seconda della fascia Isee fino a un massimo di 600 euro a persona) per sedute di psicanalisi e terapie presso specialisti privati.

Alle Regioni spetta di fare la propria parte, adeguando strutturalmente il sistema dei servizi di assistenza dedicati alle persone con disturbi mentali e affette da disturbi correlati allo stress. L’Emilia-Romagna dovrà prima di tutto allargare e stabilizzare l’organico di professionisti psicologi ora attivi all’interno del Sistema Sanitario Regionale (circa 900), rendere accessibile l’assistenza psicologica in tutte le 127 Case della Salute e Distretti Ausl anche attraverso teleconsulti e medicina di prossimità, integrare sul territorio i servizi socio-sanitari in modo da intercettare il disagio. La nostra Risoluzione chiede nello specifico di dare piena attuazione in ogni territorio alle “Linee di indirizzo alle Aziende Sanitarie in tema di organizzazione dell’area Psicologia clinica e di comunità”, redatte dall’Assessorato Politiche per la Salute con il contributo dell’Ordine degli Psicologi Regionale e approvate dalla Giunta nel luglio scorso, sostenendo con adeguate risorse gli obiettivi di rafforzamento della figura dello psicologo delle cure primarie. Fondamentali sono e saranno anche gli sportelli di ascolto nelle scuole e gli Spazi Giovani nei Consultori familiari, dove il supporto psicologico è già ora completamente gratuito per le/gli adolescenti e aperto agli adulti di riferimento.