(8 febbraio 2022) In Commissione Salute abbiamo fatto il punto sull’attuazione della legge regionale 9/2019 “Disposizioni a favore dell’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva”, ascoltando i rappresentanti di ENS (Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi), FIADDA (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi) e altre realtà che promuovono i bisogni delle oltre 4.000 persone che in Emilia-Romagna soffrono di sordità e sono a rischio di isolamento e impoverimento anche culturale.

Nonostante la pandemia 850.000 euro regionali hanno già permesso di realizzare negli ultimi tre anni progetti importanti, prima condivisi con le associazioni, finalizzati ad allargare formazione e accesso a strumenti tecnologici e ausili, a sostenere i sistemi di sottotitolazione e il riconoscimento della Lingua dei segni e ad aprire sportelli di segretariato sociale essenziali per le persone sorde quando devono ottenere prestazioni sociali e sanitarie e in generale comunicare con la pubblica amministrazione.

La nostra legge ci permette di orientare le risorse sui loro bisogni autentici. C’è attenzione e volontà piena di investire con continuità su tutti i servizi necessari ad abbattere le barriere del silenzio ed evitare solitudini ed emarginazione, con un’attenzione in più che andrà dedicata alle bambine e bambini colpiti da disabilità uditiva affinché abbiano pari opportunità di socialità e apprendimento. Le rappresentanze sentite in Commissione hanno sottolineato l’importanza dell’interpretariato LIS quale pratica ordinaria, della presenza adeguata nei Servizi di personale formato proprio per facilitare la comunicazione, ma anche del lavoro di sensibilizzazione e di informazione che porti a superare gli stereotipi negativi nei confronti della sordità e delle persone non udenti di ogni età.