(16 gennaio 2022) Qui come in tutta Italia abbiamo assistito ad una crescita esponenziale dei contagi causata principalmente dalla variante Omicron. In Emilia-Romagna l’incidenza del virus è arrivata a 2.000 casi ogni 100.000 persone, quando a fine dicembre eravamo a 500 positivi ogni 100.000. In percentuale però da inizio pandemia non sono mai state ricoverate così poche persone, meno dell’1,5% dei contagiati, ed è grazie a questo dato dovuto alle vaccinazioni di massa, che il sistema sanitario regionale sta reggendo.

La relazione che il 10 gennaio l’Assessore alla Sanità Donini ha svolto in Commissione politiche per la salute ha ben rappresentato il quadro dell’attuale impatto del Covid sul territorio e sulle persone, senza nascondere i problemi. È infatti evidente che un RT pari a 1,89 e un numero di casi quotidiani che ha sinora oscillato tra i 15.000 e i 20.000, mette in grande difficoltà i reparti ospedalieri e ancor più la “macchina” delle Ausl che gestisce il sistema dei tamponi, contact tracing e procedure legate all’isolamento. Anche perché una quota di personale sanitario, pur vaccinato, è attualmente a sua volta in isolamento se pure in assenza di sintomi significativi. Ai sanitari va la nostra solidarietà e soprattutto l’impegno ad alleggerire il loro carico di lavoro a beneficio di tutti noi. Per questo la Giunta ha deciso di mettere in campo prima di altre Regioni alcune semplificazioni.

Ricordando e sottolineando, a premessa sempre valida, che nei casi di sintomi e sospetta positività occorre seguire le indicazioni dei propri medici di base, gli esperti ci dicono che i tamponi antigenici nasali (rapidi), pur con inferiore sensibilità rispetto ai molecolari, sono estremamente utili proprio in periodi di grande incidenza del contagio come questo che stiamo attraversando. Oggi, in altre parole, la positività registrata dal tampone rapido è positività al Covid. Per sostenere in modo concreto il sistema in affanno, la Regione ha predisposto un protocollo che rafforza ulteriormente la collaborazione con le farmacie (almeno il 73% ha già aderito) e che responsabilizza le persone.
A partire dal 19 gennaio, in Emilia-Romagna, chi ha fatto la terza dose booster potrà effettuare l’autotesting con un tampone rapido antigenico per determinare l’eventuale propria positività al virus SARS-CoV-2 e avviare formalmente il periodo di isolamento. La positività certificata attraverso il tampone fatto in proprio e il successivo caricamento del risultato sul Fascicolo sanitario elettronico, permetterà l’invio automatico dell’informazione ai Dipartimenti di Sanità Pubblica che attiveranno rapidamente l’isolamento fiduciario. Allo stesso modo, sempre con l’autotesting, dopo sette giorni che vanno contati a partire dal giorno successivo al dato di positività, sarà possibile effettuare da soli un ulteriore tampone per verificare ed eventualmente certificare la negatività al virus, caricando l’esito sempre sul proprio Fascicolo sanitario elettronico, ottenendo in questo modo entro 24 ore la certificazione di fine isolamento.
La procedura così semplificata potrà essere utilizzata soltanto dai cittadini assistiti in Emilia-Romagna, con Fascicolo elettronico attivato e che hanno già ricevuto la terza dose di vaccino anti-COVID. Resta la necessità in caso di esito positivo – e soprattutto in presenza di sintomi, anche lievi – di consultare sempre il proprio medico di base o la guardia medica. Tutte le informazioni aggiornate si trovano sul sito Salut-ER.

Nel dettaglio degli altri numeri forniti dall’Assessore il 10 gennaio: su 889 posti disponibili di terapia intensiva ne erano occupati 147 (16.5%), mentre nei reparti ordinari Covid il 21,4% su 9.000 posti. Il 77% delle terapie intensive sono occupate da non vaccinati, i quali occupano invece il 44% dei posti ordinari. Va sottolineato che per tutte le persone vaccinate la degenza è comunque più breve e non severa; inoltre va tenuto conto che una parte dei ricoverati Covid, positivi asintomatici, non è ospedalizzata per il virus ma per altre patologie. L’esperienza in Emilia-Romagna sta confermando le indicazioni della comunità scientifica sulla protezione vaccinale: la terza dose protegge per il 70% dal contagio e per il 90% dalla malattia. Siamo nel gruppo di testa delle Regioni che vaccinano di più: oggi abbiamo oltre il 90 per cento della popolazione vaccinabile over 12 ad aver fatto la doppia dose. Sono inoltre state effettuate circa il 40 per cento delle terze dosi (booster), mentre i tamponi molecolari effettuati sono circa 20-30mila al giorno.

Dato infine l’obbligo vaccinale introdotto con legge nazionale per tutti gli over 50, si intende dare la possibilità di vaccinazione in qualsiasi hub senza prenotazione. E’ intanto in corso la campagna vaccinale dei bambini dai 5 agli 11 anni e quella per la terza dose per ragazze e ragazzi nella fascia di età 12-15 anni che abbiano completato il ciclo primario da almeno quattro mesi.