(27 ottobre 2021) In Emilia-Romagna il Patto per il lavoro e per il clima sarà supportato da una potente innovazione, necessaria a ristabilire piena fiducia tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione e a rilanciare gli investimenti pubblici e privati. L’obiettivo su cui lavoreremo insieme alla Giunta è ambizioso: cambiare l’approccio burocratico pubblico per semplificare la vita delle persone, rendere la “macchina” non solo più efficiente ma rispondente alle esigenze in modo equo e paritario. Tenendo ben conto delle trasformazioni digitali in atto.

Occorre in via prioritaria cogliere e saper mettere a frutto con tempestività tutte le risorse europee e nazionali del PNRR. Parliamo di 9 miliardi di Fondi UE destinati alle Regioni del centro-nord virtuose in materia di programmazione della spesa e realizzazione degli interventi, della quota parte dei 235 miliardi dal Piano nazionale e degli oltre 40 miliardi di Fondi UE in totale per le politiche sulla coesione territoriale, per lo sviluppo e la politica agricola. Sono cifre che dovranno tradursi in maggiore occupazione di qualità, aumento della produttività e miglioramento dei servizi a disposizione di cittadinanza e imprese di ogni dimensione. Contrastare la “ipertrofia” delle regole e la disomogeneità delle prassi applicative concorre a questo disegno. Il Patto per la semplificazione presentato in Aula dalla Giunta intende dunque realizzare un alleggerimento procedimentale, legislativo e amministrativo, tenendo però fermi principi innanzi ai quali non sono ammesse deroghe: la legalità e la sicurezza nei luoghi di lavoro, la sostenibilità ambientale, equità sociale e contrasto delle diseguaglianze.

In sintesi, le misure prevedono l’applicazione trasversale del principio “One Only”, accesso ai dati e dialogo fra le piattaforme di gestione dei bandi e le principali banche dati nazionali. Su opere, affidamenti e contratti pubblici, vanno ridotte e rafforzate le stazioni appaltanti, fino all’unicità dell’invio della documentazione. In agricoltura si agisce sulle semplificazioni in materia di Durc e sull’interoperabilità fra sistemi gestionali. Ancora, domande in modalità informatica e meno oneri amministrativi, silenzio-assenso nei procedimenti del settore agricolo.

Numerosi gli alleggerimenti per le imprese: dall’effettivo assolvimento dell’imposta di bollo in via digitale all’accesso diretto alle fatture elettroniche, da metodi sicuri di contrasto alle infiltrazioni criminali, ai costi in tema di internazionalizzazione rendicontabili nei bandi, fino alla semplificazione e standardizzazione dei costi per le imprese e gli enti di formazione. Va inoltre introdotto il precompilato ambientale, rese omogenee le prassi operative di Arpae, ridotti gli adempimenti per progetti di innovazione ambientale e in materia di energie rinnovabili. Anche in materia edilizia si lavorerà sulle semplificazioni del superbonus 110% e per la rigenerazione urbana, nonché su misure di semplificazione e legalità nel lavoro edile.

Nell’ambito del lavoro si punta sul collocamento obbligatorio precompilato, su semplificazioni in materia di collocamento (applicazioni informatiche per velocizzare le procedure), premialità per imprese aderenti ai sistemi di certificazione volontaria, condivisione di dati tra Inps e Agenzia regionale per il lavoro per ridurre oneri in capo a cittadini e imprese. Per quanto riguarda la sanità e il sociale, sarà importante l’informatizzazione nella concessione ed erogazione dei contributi, l’applicazione omogenea e semplificata delle norme, l’individuazione della casa come primo luogo di cura con la telemedicina.