(25 e 26 settembre) Un doppio appuntamento per diffondere il messaggio della responsabilità collettiva contro le violenze e i femminicidi. Lo ha organizzato Paolo ‘Sandokan’ Montanari in occasione del memorial per la sorella Luana, mettendo a disposizione il palco della tribute band dei Nomadi ‘Ma Noi No’. Tra musica e parole, ho partecipato alla serata di Gualtieri e contribuito ad una sensibilizzazione necessaria che deve trovare promozione e rispondenza nell’azione politica e istituzionale, ad ogni livello. Con me ad approfondire il tema al termine del concerto, la psicoterapeuta Maria Rosaria Palmigiano, Youssef Salmi già assessore di Novellara e Giuliana Reggio, madre di Jessica Filianti che all’età di 17 anni fu uccisa barbaramente, per strada, dal fidanzato che non accettava la fine del rapporto affettivo. Era il 1996.

Il giardino di Jessica” è uno spazio che la Città di Reggio Emilia ha dedicato a lei, a Memoria indelebile di un fatto atroce che si ripete in forme diverse ogni giorno in tutto il mondo, di una violenza maschile che colpisce ragazze e donne di ogni età e condizione sino ad ucciderle. Proprio nel Giardino di Jessica, ricordando anche Saman, abbiamo tenuto, la mattina di domenica, un altro momento di riflessione condotto da Paolo Montanari nel contesto degli eventi musicali di ‘Mai Noi No’.

Grazie alla forza e alla potente testimonianza della mamma Giuliana e all’impegno del fratello Fabiano, questa memoria da personale si fa collettiva e diventa monito impossibile da ignorare. Non ci stancheremo di dire che la violenza contro le donne è un enorme problema sociale, che prevenzione e contrasto ci riguardano tutti e tutte, nessuno escluso. La verità è che fino a quando una sola ragazza e donna sarà perseguitata e uccisa in quanto donna, noi non potremo avere pace. Serve attuare tutte le strategie già individuate, serve coordinare gli interventi nell’ambito di una normativa antidiscriminatoria che superi l’attuale frammentazione nazionale. Servono anche, come realizzeremo con il Piano antiviolenza della Regione, risorse mirate a sostegno degli Enti locali per prevenire fenomeni di segregazione e coartazione della volontà in ambito familiare, compreso l’utilizzo di profili di sostegno psicologico e di mediazione culturale. Nessuna donna va lasciata sola, e va impedito e fermato qualsiasi tentativo di riportare indietro le donne in una storia di patriarcato che ci accomuna, che solo insieme possiamo superare. Con me tra gli altri presenti al Giardino di Jessica, la consigliera regionale Stefania Bondavalli, la presidente di Gens Nova Anna Protopapa, Francesca Luppi, ideatrice di “Donne in gamba”, la consigliera comunale Cinzia Rubertelli.