In Assemblea Legislativa regionale abbiamo approvato una legge di civiltà, che riconosce alle persone senza fissa dimora il diritto al medico di base. Si tratta della prima in Italia che garantisce il diritto alla salute, l’assistenza primaria a queste persone, uomini e donne costrette ad andare al pronto soccorso per qualunque patologia, tra l’altro con un costo più alto per i bilanci pubblici.

Ne è primo firmatario il Collega PD Antonio Mumolo, da sempre impegnato con l’associazionismo e da avvocato per i diritti di chi vive per strada senza tutele e spesso nell’invisibilità. Il Gruppo del Partito Democratico ha sostenuto con forza il progetto di legge, fino alla sua approvazione unanime in Aula.

Fino ad ora chi era privo di una residenza non poteva curarsi, né rivolgersi a un medico di fiducia ma, appunto, solo accedere al Pronto Soccorso ospedaliero. Una chiara ingiustizia oltre che un vulnus potenzialmente pericoloso come abbiamo ben compreso durante la pandemia: gli homeless sono spesso persone cadute in disgrazia o che non hanno la possibilità di avere un tetto sopra alla testa per questioni economiche e di emarginazione sociale, la loro invisibilità un rischio per sé e per gli altri. Ora, grazie alla nuova legge dell’Emilia-Romagna, a seguito della segnalazione dei servizi sociali, i senza fissa dimora potranno iscriversi alle liste Ausl e avere un medico di base di propria fiducia, prenotare esami e visite specialistiche. Una novità che è stata accolta con assoluto favore anche dai rappresentanti dei medici di medicina generale.