Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli. Reggio Emilia ricorda, commemora, continua a rivendicare verità storica per una giustizia che è stata negata sul piano processuale. 61 anni sono passati dall’eccidio che provocò molti feriti e la morte di cinque operai reggiani che manifestavano contro il governo Tambroni appoggiato dal Msi, in un periodo di proteste popolari represse con ferocia in tutto il Paese.

La nostra Comunità ha reso onore ai Martiri, ai “ragazzi con le magliette a strisce” vittime della violenza di Stato e richiamato la necessità di una Memoria collettiva su quei fatti. «Doveroso ricordare chi si è battuto per difendere il carattere antifascista della nostra Costituzione e si è sacrificato per evitare quella pericolosa deriva reazionaria – ha dichiarato il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che è intervenuto alle Celebrazioni promosse dal Comune e da ANPI con un discorso denso di significato, ricordando come la democrazia sia un bene prezioso e fragile, frutto di lotte a difesa di diritti civili e sociali fondamentali.

Con una Risoluzione dell’Assemblea legislativa che ho sottoscritto nei giorni scorsi rinnoviamo questo impegno sollecitato negli anni dai familiari dei caduti, chiedendo alla Regione di sostenere l’istituzione di una borsa di studio triennale dedicata alla loro memoria. Ciò per realizzare un archivio storico e un fondo documentale di ricerca, che includa tutti gli attori e le testimonianze, dalla Camera del Lavoro al Comune di Reggio Emilia, fino all’Anpi provinciale e all’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea.