(23 febbraio 2021) La trasformazione digitale dell’economia e del lavoro, accelerata dalla pandemia, richiede interventi infrastrutturali e inclusivi, perché nessuno resti ai margini. Donne e ragazze, in particolare, sono ancora oggi in gran parte escluse dai settori di mercato più remunerativi e avanzati a causa di una vera e propria segregazione formativa di genere alimentata da stereotipi di ruolo e condizioni discriminanti: basti dire che solo il 17,71% delle donne iscritte alle università italiane frequenta un corso tecnico-scientifico STEM, percentuale che in Emilia-Romagna scende al 17,3%. L’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna 2020-2025 (Data Valley Bene Comune), discussa e approvata oggi in Assemblea Legislativa, è un programma serio e necessario che punta alla piena connettività per cittadini ed imprese, al diritto di accesso ai servizi in rete, ad accrescere e diffondere competenze ICT spendibili sia sul mercato del lavoro che in un ambito di partecipazione democratica, di coesione sociale, per noi irrinunciabile. La lotta alle diseguaglianze, tutte, comprese quelle di genere, passa oggi dalla capacità di bilanciare intelligenza artificiale e umanesimo digitale e di ampliare le opportunità di sviluppo sostenibile che la tecnologia offre. L’Agenda regionale soddisfa queste esigenze.

L’Agenda regionale si integra infatti con gli obiettivi condivisi del nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima, dove innovazione tecnologica e formazione delle competenze digitali innervano tutte le linee di intervento a favore di una ripresa duratura post Covid, dalla sanità alla cultura, dall’industria all’agricoltura, dal turismo ai trasporti e al commercio. Abbattere il divario tra chi è già dentro i processi informatici e digitali e chi ne è ancora escluso, significa davvero accorciare le distanze tra persone e tra Comunità, significa riqualificare il lavoro, combattere povertà e precarietà che pregiudicano la crescita.

Un capitolo dell’Agenda è dedicato ad abbattere la disparità tra donne e uomini nel mondo dell’innovazione, per fare in modo che il digitale sia effettivamente “bene comune” e sempre più ragazze mettano il proprio talento al servizio di start-up, ricerca, automazione, intelligenza artificiale. Ho contribuito a questa strategia riconducendola all’attuazione della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere 6/2014, affinché la presenza attiva delle donne nella nostra Data Valley sia promossa, visibile, misurabile nell’ambito delle politiche trasversali di parità, a cominciare da quelle educative e formative. L’uguaglianza di genere dovrà insomma diventare indicatore della qualità dell’Agenda digitale e delle politiche regionali di sviluppo inclusivo.

Tra le azioni più significative inserite nell’Agenda:

  • La parità di genere come pre-requisito per l’adesione di imprese, enti e associazioni ad iniziative e incentivi regionali
  • Sinergie e collaborazioni con tutte le agenzie educative del territorio per condividere e attuare un piano di contrasto al gap di genere nelle materie STEM e digitali
  • Coinvolgimento delle Università in un’azione comune per la promozione delle materie STEM e digitali fra le ragazze mutuando le buone pratiche già in atto e promuovendo azioni per la parità di genere nelle carriere universitarie
  • Contrasto agli stereotipi in ambito STEAM e digitale anche in ambito di orientamento scolastico con il coinvolgimento di docenti, educatori e famiglie
  • Promozione e potenziamento delle reti di soggetti pubblici e privati del territorio regionale per un’azione congiunta a favore delle pari opportunità nell’ambito dell’innovazione digitale, anche attraverso un sistema di riconoscimenti
  • Sostegno a progetti di ricerca e sviluppo basati su Big data e applicazioni di IA volti a promuovere servizi e strumenti per facilitare la parità di genere nelle carriere professionali, nei servizi pubblici e nel settore della formazione e dell’istruzione
  • azioni specifiche di orientamento tecnico-informatico per le ragazze attivando percorsi professionalizzanti sui nuovi mestieri digitali con particolare attenzione alle donne inoccupate e disoccupate.