(3 novembre) Con un approfondimento in Commissione Politiche per la Salute abbiamo affrontato le esigenze, le possibili misure di prevenzione, le prospettive di cura e protezione delle persone affette da demenza, che sono circa 68 mila in Emilia-Romagna. Ma i numeri sono in aumento. Grazie al responsabile progetto Demenze della Regione Emilia-Romagna Dott. Andrea Fabbo e al presidente Stefano Montalti dell’Associazione AlzheimER abbiamo fatto il punto, anche in riferimento all’emergenza pandemica.

Secondo il Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità durante la prima ondata del virus in Italia come in gran parte d’Europa un decesso per Covid-19 su cinque è di una persona con demenza. Oggi, nella seconda ondata in corso, non sono cambiate le caratteristiche di maggiore fragilità – compresenza di più patologie – delle persone che non ce la fanno. L’ISS ha fornito un vademecum rivolto sia agli operatori socio-sanitari che ai/alle caregiver delle persone con demenza, contenente indicazioni pratiche per potere prevenire il contagio, contribuire a ridurre l’impatto della pandemia su questi pazienti e sulle loro famiglie, prevenire anche il rischio di forme di isolamento.

La demenza comprende numerose patologie degenerative che causano disabilità mentali, cognitive e motorie irreversibili. L’Alzheimer ne rappresenta il 60%. Le donne colpite da demenza sono circa il doppio degli uomini. Circa il 50 per cento è soggetto a una forma di patologia medio-grave e circa il 75 per cento dei malati non autosufficienti viene curato attraverso un’assistenza residenziale o semiresidenziale, anche se sta crescendo l’assistenza domiciliare. Se è vero che la grande maggioranza dei malati ha dai 75 ai 90 anni ed oltre, incide per più del 2% una forma aggressiva che colpisce persone sotto i 64 anni, a cui la Regione ha dedicato uno specifico percorso. E’ di fondamentale importanza la diagnosi precoce: allo scopo è attiva anche una formazione dedicata per i medici di base, che va rinnovata ed estesa. 63 Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze, aperti in tutti e 38 i distretti sanitari, erogano prime visite, visite di controllo, prese in carico terapeutiche e attivazione degli strumenti sanitari e sociali, fra cui gruppi volontari di sostegno e mutuo-aiuto. La Regione è impegnata per sostenere le cure di prossimità e gli interventi domiciliari con risorse del Fondo per la non autosufficienza e per diffondere le competenze in materia, aiutando un’attivazione di comunità.