Chi non si è vergognato di strumentalizzare i minori di Bibbiano, di diffamare persone perbene, di offendere per mero tornaconto elettorale, sarà giudicato con rigore per una vicenda che colpisce per la gravità delle azioni commesse. Mi riferisco all’arresto di questo candidato alle scorse elezioni regionali, uno di quelli che ha partecipato attivamente alla ben nota campagna d’odio.

La presunzione di innocenza è una delle garanzie costituzionali del nostro Stato di diritto, anche se i video assunti dagli inquirenti sono talmente espliciti da togliere ogni dubbio sugli abusi perpetrati NON ai danni di “baby prostitute” come alcuni giornali hanno titolato, ma di minorenni. Giovani donne irretite, drogate, plagiate e abusate.

La responsabilità penale è personale e quindi mi asterrò dalle generalizzazioni di accuse che invece sono state lanciate contro tutta la Comunità del Partito Democratico da parte di avversari politici senza scrupoli.

Perché si può fare la differenza anche nei modi e negli atteggiamenti.

Semplicemente dico che … l’odio non vincerà.