Testo dell’ARTICOLO PUBBLICATO SU Gazzetta di Reggio di sabato 25 aprile 2020, pagina 20 

“Mammi lascia il consiglio. Subentra Roberta Mori”  di J.D.P. 

REGGIO EMILIA L’assessore regionale Alessio Mammi ha presentato mercoledì le dimissioni da consigliere. Martedì prossimo l’assemblea legislativa ne prenderà atto e questo passaggio aprirà la strada a Roberta Mori, che, con circa 6mila preferenze, è stata la prima dei non eletti in provincia. Nella stessa seduta si provvederà alla convalida dell’elezione di Federico Amico di “Emilia-Romagna Coraggiosa”, subentrato ad Elly Schlein. I consiglieri eletti nella circoscrizione reggiana a gennaio sono Alessio Mammi, Ottavia Soncini e Andrea Costa Pd), Stefania Bondavalli (Bonaccini Presidente), Maura Catellani e Gabriele Del Monte (Lega) ed Elly Schlein (Coraggiosa). L’ingresso in giunta e le successive dimissioni da consiglieri di Mammi e Schlein hanno liberato un posto in consiglio a Mori e Amico (quest’ultimo presiede la Commissione Parità e Diritti delle Persone, che l’ex sindaca di Castelnovo Sotto ha guidato per due legislature). I consiglieri regionali sono chiamati a dare il loro contributo nella fase due.

«Sono onorata di poter essere ancora al servizio della mia comunità, e sento la responsabilità dovuta al momento quanto mai difficile— dice Mori—La ripresa esige un contributo importante da parte della politica, perché le sfide relative alla riorganizzazione dei settori produttivi, della mobilità, dei servizi scolastici, solo per fare alcuni esempi, sono notevoli». L’emergenza sanitaria ha già fornito indicazioni sulle quali riflettere. «La crisi ha ribadito la necessità di avere un sistema di welfare forte e ben organizzato. Il sistema sanitario pubblico, con il quale quello privato deve essere in sinergia, ha un ruolo indispensabile: se il distanziamento sociale è un’esigenza, diventa ancora più importante proseguire sulla strada della medicina territoriale e del rafforzamento territoriale dei servizi, perché il distanziamento non deve diventare isolamento delle persone». Il lockdown ha portato alla luce nuove difficoltà. «È necessaria da parte nostra una grande attenzione ai nuovi bisogni. Penso ai bambini, da quasi due mesi in casa, e alle donne, per le quali conciliare vita e lavoro diventerà ancora più impegnativo. Siamo in una fase in cui è necessario un cervello collettivo, come lo ha definito il segretario Nicola Zingaretti, e non può mancare il protagonismo delle donne, che sono in maggioranza nei servizi di cura ed assistenza essenziali per la società, maggiormente esposte all’impoverimento, ma non sono rappresentate in modo adeguato nei luoghi dove sono elaborate analisi e decisioni per la ripartenza del nostro Paese». La lotta al Covid-19 ha portato in prima linea la comunità scientifica. «Qualsiasi prospettiva deve avere basi scientifiche. Ma poi nella ricerca delle soluzioni bisogna soppesare gli interessi in gioco e questo spetta alla politica e alle istituzioni. La compressione dei nostri diritti è stata necessaria in questa fase ma non possiamo pensare che la democrazia possa essere presa in ostaggio. Ci sono tanti temi da affrontare, ad esempio quello dei diritti digitali. Dobbiamo preoccuparci dei ragazzi che non hanno accesso agli strumenti informatici, e dunque non riescono a studiare, ma anche degli anziani, per i quali questi strumenti sono importanti, ad esempio per pagare le bollette oltre che per mantenere vive le relazioni». — J.D.P.