(Reggio Emilia) La centralità economica e ambientale dell’agricoltura, dove sempre più giovani scelgono di investire in qualità e l’accessibilità dei servizi nei territori periferici e montani, sono i temi affrontati dal convegno di Cia alla Cantina Albinea-Canali, molto partecipato e denso di prospettive. Sulla scia delle politiche regionali degli ultimi cinque anni, che hanno rilanciato e protetto il settore sui mercati, l’impegno di tutti noi sarà rivolto ad evitare quanto ha giustamente ricordato la presidente regionale dei giovani agricoltori Agia-Cia Valeria Villani, cioè il rischio che “fuori dai centri urbani diminuiscano i diritti e aumentino i doveri”. Presenti anche il presidente regionale di CIA Cristiano Fini, la capogruppo della Commissione Agricoltura alla Camera Antonella Incerti, Luana Tampieri di Donne in Campo e Pierino Liverani dell’associazione Pensionati, l’incontro ci ha dato un’occasione di ascolto e confronto diretto su questi temi con il candidato Presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Lo stanziamento del Piano Regionale per la Montagna di oltre 950 milioni – tra fondi regionali, nazionali ed europei – ma anche il taglio dell’Irap a favore delle attività nei territori appenninici e le erogazioni di Agrea alle 41mila aziende agricole dell’Emilia-Romagna, sono scelte della Regione molto apprezzate. Tutti gli interventi hanno messo l’accento su investimenti sempre più coordinati contro il dissesto idrogeologico e rispetto al ruolo che riveste un’agricoltura eco-sostenibile ed estesa sul territorio, per mitigare e rallentare il cambiamento climatico. Tra i temi sollevati, che mi stanno e ci stanno particolarmente a cuore, il potenziamento dei servizi sociosanitari nelle zone rurali e montane, dai pronto soccorso ai punti nascita a quei servizi di sostegno alla genitorialità, educativi e non solo, che sono essenziali per le imprenditrici del comparto, non abbastanza tutelate dalle norme nazionali. Sulla questione dei Punti nascita chiusi in alcune parti del territorio in particolare montano, il presidente Bonaccini ha ribadito la volontà di ridiscutere i parametri nazionali che hanno costretto alla chiusura. “Ho chiesto di essere ascoltato dal precedente governo ma non ho avuto risposte – ha dichiarato. “Ho rinnovato la richiesta a questo governo e spero in un esito positivo. Io sono pronto a riaprirli”. E noi, da sempre, insieme a lui!