‪“Il sesso e la religione si confrontano in modo profondissimo nell’omosessualità, che è ancora un tabù millenario”. Citazione da un libro attuale e sincero che sopravvive allo scorrere del tempo perché il tema del pregiudizio esiste, fuori e dentro di noi e nelle sue dimensioni laiche o religiose. ‪“Ragazzi che amano ragazzi” è stato scritto da Piergiorgio Paterlini nel 1991, poi ampliato nel ’98 con lettere e testimonianze. Essere raccontati (e raccontare) è il primo dei diritti, perché significa riconoscere che esisti, che non sei invisibile. Di invisibili e feroce bullismo, di amore e negazione si è parlato al Binario 49 di Reggio Emilia, centro culturale vivacissimo che ha organizzato l’incontro con questo sensibile giornalista e scrittore – nonché stimatissimo conterraneo.

L’appuntamento con Paterlini si è svolto in una giornata, una delle tante, in cui due persone volontarie di ARCIGAY Gioconda hanno ricevuto pesanti insulti durante l’attività di prevenzione al banchetto per la lotta contro l’HIV. A loro va la nostra solidarietà e un abbraccio, alle istituzioni e alle forze politiche -dopo l’approvazione della legge regionale dell’Emilia-Romagna per i diritti LGBTI di cui vado fiera- il richiamo ad un rinnovato impegno per una legge nazionale contro l’omotransfobia che ancora manca. Grazie a chi organizza incontri come questi e conduce una pacifica battaglia culturale rivolta a capire le ragioni più profonde dell’odio, a capire noi stessi e le nostre fragilità, per superarle. Rispetto e dignità della persona sono patrimonio di tutt*.