COMMISSIONI PARI OPPORTUNITA’ RIUNITE A NAPOLI SFIDANO SU DEMOCRAZIA PARITARIA. LA COORDINATRICE NAZIONALE ROBERTA MORI (Emilia-Romagna): «Se dimezzassimo il gap di genere nel lavoro il Pil italiano crescerebbe dello 0,2% ogni anno». RICHIESTA DI INCONTRO AL NUOVO GOVERNO SU MISURE DA INTRODURRE E PER SCONFIGGERE STEREOTIPI E VIOLENZE CONTRO LE DONNE. 

(27 settembre 2019) «A fronte di una media europea del 67,4%, in Italia l’occupazione femminile è al 53% (su popolazione dai 20 ai 64 anni), tasso che cala ulteriormente di 7 punti considerando le lavoratrici madri di due figli. Le distanze retributive tra donne e uomini, in Europa in media del 16%, sono in Italia del 23% con picchi del 46% registrati in attività professionali, scientifiche e tecniche. Secondo il Global Gender Gap Report 2018 e le ultime rilevazioni Istat il 61,5% delle donne italiane o non sono pagate adeguatamente, o non lo sono affatto, contro il 22,9% degli uomini e lavorano (non retribuite) ogni anno circa 40 giorni in più.» «Bastano questi numeri per affermare non solo che l’Italia non è un paese per donne, ma che la fragilità storica del nostro sistema economico si spiega anche con l’esclusione e l’emarginazione di tanta parte della componente femminile dal mercato del lavoro», così afferma la coordinatrice nazionale delle Commissioni Pari Opportunità di Regioni e Province Autonome, Roberta Mori.

(LA VIDEOINTERVISTA AGENZIA DIRE) L’occasione di fare il punto e «rimettere al centro la condizione femminile in chiave di sviluppo», la offre il Convegno dal titolo “Democrazia paritaria e Pari Opportunità”, promosso dal coordinamento nazionale delle CPO e tenutosi oggi a Napoli nella sede del Consiglio regionale campano. Preceduto dai saluti dell’assessora alle pari opportunità Regione Campania, Chiara Marciani, l’intervento della coordinatrice nazionale e presidente commissione Parità dell’Emilia-Romagna non lascia dubbi sulle priorità da affrontare per una crescita equa e inclusiva: «Ocse calcola che dimezzare il gap di genere farebbe crescere il Pil italiano dello 0,2% in più ogni anno – rivela Mori – ma potrei citare numerose stime analoghe e tutte indicano la necessità di superare barriere culturali, stereotipi di ruolo, rendite di potere ancora oggi in salde mani maschili a scapito delle donne e dello sviluppo complessivo.» Sgravi fiscali sui servizi per madri lavoratrici e piano asili nido, incentivi per l’imprenditoria e il lavoro femminile di qualità, obbligo all’equo compenso nelle aziende, sono tra le misure più urgenti da introdurre.

Violenza e medicina di genere sono gli altri aspetti affrontati nel Convegno e posti all’attenzione del nuovo Governo nazionale. «Nel 2018 in Italia i femminicidi sono saliti dal 34,8% al 37,6% del totale degli omicidi commessi e il 79,2% sono familiari ma, purtroppo, le misure in campo come il ‘codice rosso’ hanno più controindicazioni che efficacia e poi non toccano il problema culturale profondo né il sessismo imperante» – è la denuncia di Roberta Mori a nome del coordinamento nazionale CPO regionali, che chiede già oggi pubblicamente un incontro alla Ministra pari opportunità Elena Bonetti.

Al Convegno, oltre alla presidente della Commissione Pari opportunità campana, Natalia Sanna, sono intervenute le rappresentanti delle CPO di Basilicata, Calabria, Lazio, Toscana, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento. Ha partecipato infine Fulvia Signani, vicedirettrice del Centro di studi sulla medicina di genere dell’Università di Ferrara, che ha ottenuto la partnership del coordinamento nazionale CPO per la stesura della Guida alla Medicina di genere in Italia, strumento necessario di applicazione territoriale del piano per la salute femminile e appropriatezza delle cure approvato mesi fa. Vedi anche i miei incontri “napoletani”:

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