(27 giugno) L’uguaglianza di genere si può realizzare solo se vengono azzerati gli svantaggi delle donne rispetto agli uomini nel mondo del lavoro, nella partecipazione al potere economico, nell’autonomia economico-finanziaria e nell’accesso ai percorsi formativi e professionalizzanti di tipo tecnico-scientifico-economico, che ancora poche intraprendono nonostante la più alta scolarizzazione. Con una Risoluzione di iniziativa PD che abbiamo depositato in Assemblea Legislativa, intendiamo impegnare la Regione a rafforzare e ampliare le iniziative volte ad allargare il più possibile l’autonomia femminile in materia di gestione finanziaria con “progettualità educative, formative, professionalizzanti, mirate alla conoscenza e acquisizione di competenze da parte delle donne di ogni età in materia economico-finanziaria e gestione del risparmio”.

Stereotipi di ruolo e culturali persistono ad alimentare il gap di genere, anche in questo campo. Una ricerca su un campione femminile nazionale, realizzata nel 2017 dal Museo del Risparmio di Torino in collaborazione con Episteme, ha rilevato che 9 donne su 100 in Italia non sanno (o possono) gestire un conto familiare, che il 21% delle donne del nord e centro Italia non hanno un conto corrente personale, percentuale che sale fino al 40% tra le donne del sud, registrando anche come solo la metà del campione si dichiari competente in tema finanziario contro un 68% degli uomini. Numeri che ci impongono di lavorare al riguardo. Attualmente in Emilia-Romagna sono già avviati o in programma alcuni progetti formativi finalizzati a garantire maggiore autonomia finanziaria ed economica per le donne grazie all’iniziativa di associazioni come Anasf, l’associazione nazionale consulenti finanziari, e di comitati pari opportunità interni alle categorie professionali ed economiche. Con la Risoluzione chiediamo che la Giunta regionale sostenga i progetti e i percorsi formativi in collaborazione con queste realtà.