(Bologna, 19 giugno) Il parere sul Rendiconto 2018 della Regione e la relazione annuale della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza sono i punti all’ordine del giorno affrontati dalla Commissione Parità e diritti delle persone. Sul bilancio consultivo è intervenuto il relatore e collega Gianni Bessi, a spiegare gli equilibri di finanza pubblica rispettati e la capacità di programmazione della spesa che, ad esempio, ha compreso l’impiego di oltre 1 milione di euro per i bandi di finanziamento dei progetti di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne e per l’autonomia abitativa di chi si è dovuta allontanare dalla propria casa. Ho sollecitato l’assessorato pari opportunità a prevedere nei bandi di prossima uscita adeguati contributi per azioni di empowerment femminile, con l’obiettivo di sostenere l’autonomia lavorativa e di gestione finanziaria o patrimoniale delle donne, ancora in misura significativa succubi o subalterne alle decisioni maschili in questo campo.

Illustrando la Relazione 2018 delle attività del Garante regionale Infanzia e Adolescenza, la d.ssa Clede Garavini ha sottolineato il calo dei minori stranieri soli in Emilia-Romagna. Dopo anni di incremento (erano 1.081 a fine 2016), oggi la tendenza si è invertita: al 31 dicembre del 2018 i minori stranieri non accompagnati in regione erano 792, 642 quelli ancora presenti alla fine dello scorso aprile, distribuiti in tutte le province. Il report dell’attività 2018 parla anche dell’aumento dei candidati al ruolo di tutori volontari, gli adulti formati ad hoc che si occupano dei minori anche da un punto di vista burocratico: “una risorsa e uno stimolo per le reti istituzionali”. Secondo la Garante dovrebbero estendere la propria azione verso tutti i ragazzi e i bambini per cui è stata aperta una posizione di tutela, non solo quelli stranieri in protezione umanitaria. In generale, nel 2018 all’ufficio regionale della Garante sono arrivate 166 segnalazioni. Tutte si riferiscono alla presunta violazione o al rischio di una prossima violazione dei diritti e degli interessi, sia individuali che collettivi, dei minori. Le tipologie di segnalazioni sono per il 44% di tipo socio-assistenziale e di rapporto con i servizi sociali, seguite da quelle che riguardano violenza e abusi (il 12,7%, 21). Garavini ha parlato di diversi progetti per il 2019: dal consolidamento e ampliamento del sistema di tutela volontaria dei minori, alla diffusione della conoscenza delle strutture di accoglienza, alla creazione, “per onorare i 30 anni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, di una rete di ascolto per i minori. Poi la collaborazione con il Corecom per stilare un’indagine sul cyberbullismo e infine, grazie ad un accordo con Anci, la creazione di un osservatorio diffuso sulla povertà minorile.