Nella sua Relazione annuale illustrata oggi in Commissione Parità e Diritti delle Persone, il Garante dei detenuti, Marcello Marighelli, denuncia un ritorno al sovraffollamento nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Dopo anni di contenimento di questo fenomeno, che si porta con sé disagi pesanti sia per le persone detenute sia per il personale di custodia e assistenza, oltre all’aumento dei tentati suicidi, oggi i detenuti nelle strutture carcerarie della regione sono arrivati a 3.631, a fronte di una capienza di soli 2.795 posti (dati al 31 maggio 2019). Le persone carcerate in più sono 836, il tasso percentuale di eccesso è del 30%. Nella Relazione si legge inoltre che le donne sono 148, gli stranieri 1.881 -circa la metà dunque– e i detenuti in semilibertà 72. Un altro tema sollevato dal dott. Marighelli è quello della presenza in carcere di donne con figli al seguito o in gravidanza, rilevando che in Emilia-Romagna non esistono strutture idonee per la loro presa in carico.

La permanenza di bambini o bambine in carcere non è accettabile. Abbiamo concordato in Commissione di promuovere al proposito un intervento risolutivo e strutturale della Regione; impegnandoci ad evitare che si verifichino casi limite di sofferenza quali lo stesso Garante, nelle sue visite periodiche, ha scoperto e dovuto segnalare alla Magistratura. Marighelli ha poi spiegato che sono state avviate nel 2018 verifiche nei centri di accoglienza per stranieri, nelle strutture sanitarie penitenziarie e in quelle residenziali rivolte a persone anziane. Avviati anche diversi progetti collegati al benessere organizzativo del personale della polizia penitenziaria e alla formazione dei volontari all’interno del carcere. Importante è infine l’impegno dell’organo regionale di garanzia per rendere operativi gli accordi con Anci e Anusca ai fini della rieducazione e del reinserimento lavorativo.