(Bologna, 12 giugno) Via libera in commissione Parità anche al progetto di legge alle Camere per la tutela del lavoro su piattaforme digitali, ovvero per le persone impiegate nella “gig economy”: soprattutto riders, fattorini, ma anche camerieri, commessi e creativi impegnati nell’economia dei cosiddetti “lavoretti”. La proposta di legge di iniziativa di Sinistra italiana, gruppo Misto e L’Altra Emilia-Romagna, ha trovato il nostro parere favorevole poiché rappresenta un altro tassello per la tutela del lavoro e contro quel precariato assoluto che connota gli ingaggi attraverso le App. Il progetto vuole favorire un inquadramento chiaro dei lavoratori e riconoscere diritti ad oggi negati, impedendo che siano aggirate molte delle regolamentazioni previste dai contratti collettivi, come le tutele in caso di malattia e infortunio. Tra l’altro gli infortuni anche drammatici sono molto frequenti, di pochi giorni fa è la morte di un rider che consegnava pizze investito qui a Bologna, che segue a diversi altri casi nel Paese.

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Come ha sottolineato il relatore Yuri Torri “il tema centrale rimane restituire dignità al lavoro”. Al di là delle promesse sinora a vuoto del Governo nazionale, occorre applicare a questi lavoratori e lavoratrici un contratto chiaro e trasparente, nonché un trattamento economico adeguato alle mansioni svolte. In Commissione l’attenzione si è focalizzata sugli articoli di legge che affermano la libertà di opinione del lavoratore anche rispetto a poteri direttivi, disciplinari, di coordinamento, di controllo o di verifica del datore di lavoro o del datore di lavoro gestore della piattaforma (articolo 3), che sanciscono il diritto dei lavoratori digitali a non essere discriminati in base alla propria attività politica o sindacale, orientamento religioso e sessuale, o nazionalità (articolo 4) e che determinano le regole a tutela dei dati personali delle lavoratrici e dei lavoratori digitali (articolo 5).