Grazie a Raffaela Salmaso e a SeNonOraQuando Udine, ho avuto occasione di confrontarmi con candidate che, seppur di estrazioni politiche diverse, perseguono un obiettivo comune quanto fondamentale: la parità e l’uguaglianza di genere. Lavoriamo per declinare le politiche di empowerment femminile in tutti gli ambiti della società e a tutti i livelli istituzionali, per liberare il decisivo contributo delle donne allo sviluppo. Una particolare attenzione va posta all’ambito formativo e lavorativo, ancora lastricato di ostacoli e difficoltà per tante donne, per troppe ragazze che studiano e sognano un’occupazione di qualità, un’autonomia economica, la concreta possibilità di conciliare i tempi di vita/cura/lavoro senza però trovare parità di accesso e di opportunità.
Dunque, la parola d’ordine della rinegoziazione del Fondo sociale europeo nel 2020 non può che essere ‘democrazia paritaria’, una sfida davvero importante per le forze democratiche e progressiste, che deve contemplare proposte e azioni volte a promuovere quell’Europa gentile, sana e forte, che tutti noi meritiamo. La prossima strategia dell’UE per l’uguaglianza di genere va costruita in stretta connessione con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, favorendo l’integrazione della parità negli obiettivi economici, di innovazione, di equità dell’Unione.
La Regione Emilia-Romagna sta attuando con determinazione e coerenza la Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere n.6/2014, l’unica normativa costruita con questo efficace approccio integrato, in grado di realizzare la strategia di prevenzione della violenza di genere contenuta nella Convenzione di Istanbul. Abbiamo tradotto questo testo di legge in quattro lingue, compreso l’arabo, grazie al prezioso contributo del Gruppo di ricerca in Studi di genere di UNIBO. E lo divulgheremo anche grazie ad altri amici accademici, impegnati nella promozione dei diritti, come il mio ex collega in Regione e ora professore di UNIMORE, Thomas Casadei. È arrivato il momento di chiamare a raccolta uomini e donne consapevoli, insieme e alleati per una società più giusta a livello europeo come nel nostro Paese, per non tornare indietro!