(Bologna, 27 marzo) Il volto dell’immigrazione in Emilia-Romagna è soprattutto femminile, con 285mila donne straniere residenti che provengono da tantissimi paesi del mondo e danno un contributo al nostro mercato del lavoro oltre ad aprire nuovi orizzonti culturali e favorire l’integrazione. Ne abbiamo accolto una delegazione reggiana in visita all’Assemblea Legislativa, guidate dalla mediatrice d.ssa Faiza Mahri e dall’assessora Natalia Maramotti del Comune di Reggio Emilia, che ha promosso varie iniziative di consapevolezza civica sulla base del progetto “La Repubblica delle nuove Italiane”. Tra le azioni di questo bel progetto, realizzate in collaborazione con la Fondazione Nilde Iotti, vi è anche il recente Protocollo “di promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto delle mutilazioni genitali femminili”. Durante l’incontro ho spiegato cosa stiamo facendo in Commissione per affermare i diritti e le pari opportunità, donando ad ogni ospite la pubblicazione della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere tradotta in inglese e arabo.

C’era chi fra Peace, Aisha, Teresa, Latifa e le altre… originarie o provenienti dal Marocco e dalla Nigeria, frequenta ancora le scuole superiori reggiane, chi lavora qui da molti anni e ha figli che può far studiare e crescere serenamente. Una sola di loro ci ha detto di avere la cittadinanza italiana, ma tutte vogliono conoscere meglio la cultura e la storia del Paese in cui vivono e le norme che ne regolano la convivenza. Tra i punti affrontati nell’incontro, la rappresentanza e partecipazione attiva delle donne nella vita pubblica, l’importanza della medicina di genere per la salute e dell’accesso alla formazione per un lavoro qualificato. Ha concluso la mattinata l’assessora Emma Petitti, a sottolineare l’impegno della nostra Regione a favore dell’inclusione e della multiculturalità, dove diritti e doveri si coniugano in uno stesso orizzonte solidale.