(21 novembre- VIDEO INTERVISTE) “Qualsiasi atto di violenza fondata sul genere che comporti, o abbia probabilità di comportare, sofferenze o danni fisici, sessuali o mentali per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichi nella sfera pubblica che in quella privata” (così le Nazioni Unite definiscono la violenza contro le donne). Parte dalla Cia – Confederazione Agricoltori Italiani Emilia Romagna e dagli uomini che ne fanno parte, la campagna di sensibilizzazione dal titolo #noiuominiperprimi contro la violenza per contrastare questo fenomeno gravissimo che riguarda milioni di donne che subiscono maltrattamenti e abusi, fino all’estrema violenza del femminicidio. “La premessa – ha spiegato Cristiano Fini, presidente di Cia Emilia Romagna – è che uomo e donna sono uguali e non ci deve essere discriminazione. La figura femminile va valorizzata per il suo ruolo chiave nella società, nella famiglia e nel luogo di lavoro, qualunque esso sia.”

La violenza è un problema di tutti e non vogliamo, né dobbiamo, lasciare sole le donne nell’affrontarla. Anche noi uomini abbiamo il dovere di denunciare episodi di violenza e abbiamo il compito di educare i nostri figli al rispetto per tutti, insegnare loro a rifiutare la violenza, in particolare quella contro le donne”: questi i concetti espressi dal presidente Fini, che ha annunciato incontri di sensibilizzazione con gli imprenditori agricoli e iniziative di educazione al rispetto anche per il prossimo 8 marzo, assieme al gruppo femminile di Cia “Donne in campo” guidato da Luana Tampieri. Ho sottolineato che la campagna #noiuominiperprimi contro la violenza, significativa anche perché proposta da un mondo che tende ad essere patriarcale nel nostro immaginario, si inserisce a pieno titolo in quell’alleanza tra istituzioni e società che stiamo alimentando in attuazione della Legge quadro regionale 6/2014 per la parità e contro le discriminazioni di genere.

Grazie a politiche regionali trasversali ai settori e integrate, a bandi che sostengono progetti territoriali di formazione, educazione nelle scuole e sensibilizzazione culturale, la Regione investe in un’azione incisiva per la prevenzione della violenza di genere, giocando una carta vincente: pubblico e privato, uomini e donne, insieme e più consapevoli.” E, a proposito di responsabilità maschile, ho posto l’accento sui centri LDV (Liberiamoci dalla violenza), cresciuti negli ultimi anni in Emilia-Romagna per offrire un trattamento psicologico e sociosanitario personalizzato agli autori di violenza. Faremo il punto su tutte le strategie di prevenzione e contrasto a livello regionale, nazionale ed europeo in occasione del Convegno internazionale dal titolo ‘La Democrazia è Donna’, che si terrà venerdì 23 novembre dalle 9.30 alle 18 nella Sala Fanti dell’Assemblea Legislativa a Bologna, un evento qualificato da ospiti provenienti da tutto il mondo, perché globale è la piaga della violenza e dei femminicidi così come la necessità di superare i gap ed affermare con forza il ruolo della donna nello sviluppo democratico.