Il Partito Democratico contrasta le parole d’ordine del Governo dell’odio e dell’insicurezza sociale, afferma con nettezza i valori di apertura, solidarietà e progresso con cui ispirare presente e futuro. La mobilitazione nazionale organizzata domenica a Roma ha il senso di una comunità impegnata a costruire un’alternativa politica per l’Italia che non ha paura. La Conferenza regionale delle Donne Democratiche dell’Emilia-Romagna vuole segnare la propria presenza partecipando #perlItalia e #perledonne. Sì, per le donne, perché la grettezza delle dichiarazioni nei confronti del femminile, di negazione del concetto plurale di famiglie, l’insulsa e sbagliata riforma del diritto di famiglia, da ultimo un “Decreto sicurezza” che non cita neppure le mafie e la piaga del femminicidio … tutto, ma proprio tutto, fa pensare che l’impronta culturale del Governo Lega-5Stelle non farà altro che infragilire la piattaforma di conquiste e diritti. Ecco perché è così importante esserci, metterci la faccia. Noi ce la mettiamo e ce la metteremo. Noi partecipiamo. Incontriamoci il 30 settembre 2018 alle ore 13.30 sotto l’obelisco di Piazza del Popolo a Roma, per marciare insieme con lo striscione che sintetizza il nostro pensiero:

per marciare insieme con lo striscione che sintetizza il nostro pensiero. A questo impegno si aggiunge il presidio al quale abbiamo aderito, promosso dalla Rete delle Donne bolognesi per sabato 29 settembre 2018 ore 10.30 in Piazza Nettuno a Bologna, per opporsi con forza al Disegno di Legge “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”, noto come Ddl Pillon, in discussione alla Commissione Giustizia del Senato. Una proposta di legge, si legge nella nota delle promotrici, “che antepone gli interessi economici degli adulti -del coniuge più forte contro quello (per essere precise “quella”, come dati statistici comprovano) più debole- al benessere dei figli/e.” L’appello che facciamo, dunque, a noi stesse e a tutti è di esserci, di proporre una visione differente e più equa… la nostra.