(22 settembre) La seconda Festa Nazionale dell’associazione Dems (Democrazia Europa Società) a Rimini, ha rappresentato un contributo di pensiero, azione, impegno politico e civile a servizio della comunità. Ho partecipato per sottolineare come l’iniziativa dal basso e trasversale di #TowandaDem, nel riunire tante donne e competenze impegnate sui territori, sia un ineludibile elemento di cambiamento del Partito Democratico. Anzi, una vera cesura con il passato del centrosinistra, perché il pensiero e la partecipazione femminile dedicata all’uguaglianza e al superamento delle discriminazioni per un’emancipazione dell’intera società non sono mai davvero entrati nell’agenda delle priorità, mai assunti nella quotidianità dell’agire politico. L’uso “cinico” delle pluricandidature femminili alle elezioni del 4 marzo non è che l’ultimo atto di una persistente sottovalutazione culturale, oltre che di una personalistica concezione del potere, a cui diciamo basta. Per ripartire.

Nella ‘due giorni’ di DEMS tutti gli intervenuti, dalla promotrice Emma Petitti ad Anna Rossomando, da Andrea Orlando a Nicola Zingaretti, hanno parlato un linguaggio di verità, primo passo verso un nuovo campo politico che, per essere credibile alternativa all’attuale deriva di governo, va costruito con alleanze sociali e culturali. Alleanze su obiettivi di pace, libertà, democrazia paritaria in un’Europa ben diversa e solidale: moderna per essere competitiva, umana per continuare ad esistere. Perché non saranno le ambizioni personali a cambiare le cose, ma le ambizioni ideali di migliorare le condizioni di vita di uomini e donne, vicini e lontani. L’eguaglianza di genere è obiettivo 5 dell’Agenda ONU 2030 per la sostenibilità del Pianeta, ed è questo l’orizzonte che ci appartiene. Da rivedere e riascoltare, il “discorso all’umanità” di Charlie Chaplin tratto dal suo film Il grande Dittatore (1940): parole di una sconcertante attualità, che hanno introdotto l’iniziativa di DEMS.