(Bologna, 2 dicembre) Grazie all’associazione MEG presieduta da Patrizia Stefani, per l’invito a intervenire in occasione del Convegno “Medicina di genere: focus sullo scompenso cardiaco”, uno di quei preziosi appuntamenti periodici con professionisti della Sanità e rappresentanti istituzionali, che permettono di fare il punto e soprattutto di motivare con sempre maggiori evidenze la necessità dell’approccio di genere nella cura. In attesa di capire se il Senato -dopo il voto favorevole della Camera a fine ottobre- approverà il disegno di legge che introduce finalmente la medicina di genere nella pianificazione sanitaria nazionale, ho illustrato gli strumenti di cui si è dotata da tempo la Regione Emilia-Romagna. In particolare l’art. 10 della L.R. n. 6 del 2014, che promuove questa importante innovazione non come una nuova branca della medicina, bensì come approccio trasversale e multidisciplinare in tutte le Aziende Sanitarie del territorio. Tra gli obiettivi del Piano sociale e sanitario 2017-2019 (approvato lo scorso luglio) che sono declinati in specifiche schede attuative, valuteremo periodicamente anche i progressi su questo tema per la prima volta pienamente riconosciuto ed assunto dalla Sanità emiliano-romagnola.

Medicina di genere significa prevenzione, attraverso l’individuazione corretta dei fattori di rischio (differenti tra donne e uomini) e dei comportamenti conseguenti da prescrivere per evitare l’insorgenza della malattia, così come significa trattamento appropriato della stessa quando conclamata. Il fattore ‘genere’ quale determinante, al pari di altri, per progettare la salute di una comunità: questo è l’obiettivo autentico e la responsabilità pubblica per cui in tanti stiamo lavorando, consapevoli che porterebbe oltre ai benefici di salute anche un netto risparmio sulla spesa sanitaria. Corsi di formazione e buone prassi si stanno diffondendo in alcune Regioni, mentre fa bene sperare l’istituzione del Centro di Riferimento per la Medicina di Genere, diretto da Walter Malorni, presso l’Istituto Superiore di Sanità.