(Gazzetta di Reggio, 23 novembre) di Chiara Cabassa – Da gennaio a settembre sono state 278 le donne vittime di violenza accolte al Pronto soccorso di Reggio Emilia. In media, una al giorno. Senza naturalmente il sommerso, non quantificabile. È una delle cifre fornite ieri mattina all’hotel Posta da Anna Maria Ferrari (nella foto), Primaria di Emergenza e Urgenza dell’Ausl, tra i relatori del convegno organizzato dal centro sociale Papa Giovanni XXIII sul tema “Chi fa violenza e chi la subisce: conoscere il fenomeno per contrastarlo” in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. A portare i saluti istituzionali Roberta Mori, presidente commissione Parità e diritti delle persone della Regione e Natalia Maramotti, assessora comunale alle Pari opportunità. «Siamo in cammino — esordisce Roberta Mori —. Si sente il bisogno di fare rete, creare alleanze, allargare il fronte del contrasto e della prevenzione. E il fatto che in questa rete entrino soggetti fino ad oggi competenti in altri ambiti, fa ben sperare. Quanto alla nostra Regione, tra il 2017 e il 2018 possiamo contare su 4 milioni per politiche di contrasto alla violenza. Senza dimenticarci che è dalle scuole che dobbiamo partire».

«La violenza sulle donne è un tema sociale — sottolinea Natalia Maramotti — e la nostra città ha una storia lunga di presa in carico del problema. Vent’anni fa apriva la Casa delle Donne e dieci anni fa è nato il tavolo interistituzionale. Reggio ha scelto da subito di costruire relazioni tra istituzioni e associazioni di donne sotto il segno dell’accoglienza». Roberta Mori parlava di soggetti fino ad oggi competenti in altri ambiti. Come il centro sociale Papa Giovanni XXIII, il cui presidente Matteo Iori ha ieri spiegato le motivazioni di una presenza non più procrastinabile. «Come cooperativa sociale — spiega Iori — riteniamo importante non solo gestire servizi ma anche portare avanti proposte. Senza dimenticare che nelle nostre strutture da un lato gestiamo donne vittime di violenze, dall’altro accogliamo uomini violenti». – continuaLEGGI QUI L’ARTICOLO DELLA GAZZETTA