(26 ottobre) ‘Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico’: è il nome della campagna nazionale di sensibilizzazione promossa da Pfizer in collaborazione con Fondazione Aiom-Associazione di oncologia medica ed Europa Donna Italia. Patrocinata dal Comune di Bologna e dalla Regione l’abbiamo presentata a Palazzo d’Accursio, mentre in Piazza Minghetti è stata inaugurata l’installazione ‘La folla immobile’, trenta figure su piattaforma circolare che sono di spalle da qualunque punto le si guardi, costringendo i passanti a confrontarsi con l’atteggiamento prevalente nei confronti delle donne colpite, a cui appunto si tende a “voltare le spalle”. Le 30.000 donne in Italia con un cancro al seno metastatico non devono più sentirsi sole, per questo le loro storie sono sul sito www.voltatiguardaascolta.it e la campagna itinerante le porta di città in città in un percorso di informazione, conoscenza e immedesimazione.

Ho partecipato all’evento per conto del presidente della Regione, accanto ad esperti quali i Direttori di oncologia del policlinico Sant’Orsola Claudio Zamagni e dell’Ospedale Bellaria-Maggiore Alba Brandes, il presidente di AIOM Fabrizio Nicolis. Pur non potendo contare sulla loro guarigione, è importante sostenere le pazienti e far conoscere i nuovi trattamenti molecolari, inibitori delle metastasi. Le prospettive terapeutiche sono incoraggianti e si lavora per arrivare a sconfiggere il male, come è già oggi per le diagnosi precoci che sono in crescita grazie all’ampio screening. La Rete Clinica Senologica dell’Emilia-Romagna dovrà fondarsi su Breast Unit attive in tutti i territori con squadre multidisciplinari dove i rapporti umani e relazionali assumono rilevanza al pari delle cure mediche. Anche Rosanna D’Antona,

presidente di Europa Donna Italia, convivere col tumore al seno metastatico significa avere l’esistenza scandita da una malattia per la quale al momento non vi è prospettiva di vera guarigione ma che, grazie alle nuove terapie farmacologiche, è possibile oggi cronicizzare. Il peso fisico e psicologico di una tale condizione è a dir poco logorante e la paziente si sente emarginata, sola, alienata. Le relazioni affettive, in primis quelle della sfera familiare ed amicale, diventano complicate poiché il cancro metastatico colpisce non solo la malata ma tutto il nucleo che la circonda. In Emilia-Romagna si registrano ogni anno circa 5.000 nuovi casi di tumore della mammella e attualmente 3.000 donne convivono con una forma metastatica. Solo il 5-10% dei 50.000 nuovi casi annui di tumore al seno rilevati in Italia è in fase metastatica al momento della diagnosi, ma circa il 30% delle pazienti con tumore al seno in fase precoce dovrà poi affrontare questa evoluzione.