(Bologna, 16 settembre) Dopo mesi di sperimentazione parte in questi giorni in tutta l’Emilia-Romagna il Reddito di solidarietà (RES), misura introdotta dalla nostra Regione con legge del 19 dicembre 2016 per dare un sostegno concreto alle decine di migliaia di famiglie e persone sole che non hanno un reddito sufficiente a soddisfare bisogni essenziali. Sono circa 20.000 i primi potenziali beneficiari, per una spesa regionale da tempo stanziata di 35 milioni all’anno, che amplia e integra le risorse stataliSIA- per l’inclusione attiva e i 20 milioni dal Fondo sociale europeo per i tirocini formativi. I cittadini che presentano richiesta al proprio Comune possono da oggi ricevere un aiuto economico rapportato alle loro condizioni nella forma di una Carta acquisti da spendere ogni mese per non più di un anno, all’interno di un percorso concordato e personalizzato di formazione e inserimento lavorativo.

La Giunta ha annunciato l’avvio in occasione della firma del Protocollo regionale di impegno comune contro la povertà, presente anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a cui abbiamo rappresentato un sistema territoriale sempre più coordinato quanto plurale, dove non esistono “supereroi” solitari ma dove precise corresponsabilità sono in grado di aggredire povertà e disagio sociale. Di fatto è la prima volta che soggetti pubblici, associativi e privati del Terzo settore prendono un impegno formale di questa natura con la Regione. Tra i firmatari vi sono l’Anci, Cgil, Cisl e Uil (che impegnano la propria rete associativa in attività di informazione, sensibilizzazione, orientamento sull’accesso alle misure a livello territoriale), il Forum del Terzo settore, a cui aderiscono 26 organizzazioni regionali del mondo del volontariato, della promozione sociale e della cooperazione sociale e internazionale (oltre 1 milione e cinquecentomila soci e 51.279 lavoratori sociali). Ancora, la Delegazione Caritas Emilia-Romagna

con i suoi centri d’ascolto presenti nelle 400 parrocchie distribuite su tutto il territorio, la Fondazione Banco Alimentare Emilia-Romagna Onlus che nel 2016 ha raccolto attraverso differenti canali 7.500 tonnellate di beni alimentari ridistribuite a 806 strutture caritative che a loro volta hanno potuto raggiungere oltre 140.000 persone; la FioPSD, Federazione italiana organismi per le Persone Senza Dimora, cui aderiscono enti pubblici del privato sociale che si occupano di grave emarginazione adulta e di persone senza dimora (in Emilia-Romagna ha una propria “articolazione” con 13 soggetti iscritti).