Bandiera-UE-696x521(5 luglio) Ritengo da sempre importante uno scambio sistematico di riflessione e proposte tra l’Europa e le Regioni, per rafforzare la politica di coesione dal basso. Un impegno autentico di UE e territori può rendere effettivi i diritti e altrettanto chiari i doveri delle cittadine e cittadini europei, sui temi della parità di genere in particolare, a garanzia di un equilibrio delle responsabilità e della conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa. In seduta congiunta le commissioni “Salute e politiche sociali”, “Cultura Scuola Lavoro”, “Parità e Diritti delle Persone”, hanno esaminato la Comunicazione della Commissione Europea “Istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali”, atto che intende dare attuazione all’impegno di ‘intensificare i lavori per un mercato del lavoro equo e veramente paneuropeo’. Qui il PARERE che abbiamo approvato a fine discussione.

persone2L’obiettivo del “Pilastro” è rafforzare la dimensione sociale della UE con la definizione di una serie di diritti e principi che, grazie all’azione congiunta dei livelli istituzionali, dovrebbero diventare patrimonio esigibile. 20 principi e diritti che si articolano in tre categorie: 1) pari opportunità e accesso al mercato del lavoro; 2) condizioni di lavoro eque; 3) protezione e inclusione sociali. Tre ambiti nei quali la competenza dell’Unione, rispetto agli Stati membri, è concorrente o di supporto e ove si intrecciano funzioni dello Stato e delle Regioni. Se però la proposta della Commissione europea è del tutto condivisibile in termini di obiettivi, impianto e valori, meno chiaro è il piano di azione da mettere in campo per concretizzarli. La nostra Regione fa e farà la sua parte per attuare nel merito le misure sociali, sollecitando tutti ad una forte integrazione nell’azione e delle risorse.