Sulmona_ombrellineUn dibattito dal palco a Sulmona ha concluso la manifestazione “Fonderia Abruzzo”, presenti importanti politici di livello nazionale riuniti per tirare le somme su temi decisivi per il futuro del Paese. Causa pioggia improvvisa, alcune signore che erano lì per contribuire all’organizzazione vengono chiamate a ripararli con un ombrello, rimanendo in piedi dietro ai relatori che continuano a discutere seduti comodamente. Il risultato è una serie di scatti, subito diffusi dal web, che immortalano una scena inequivocabile: sette uomini seduti che parlano autorevolmente e sei donne ferme in piedi dietro a loro che reggono un ombrello. Ciò che stupisce, in persone avvezze alla comunicazione, sensibili alla forza dei simboli quando si tratta di valorizzare qualche evento politico che li vede protagonisti, è la superficialità di non aver pensato alla potenza negativa di questa immagine; una perfetta messa in scena del “peggior modello di una cultura patriarcale … che continua a vedere la donna in condizione di subalternità rispetto all’uomo”, per citare la consigliera di parità Alessandra Genco e la presidente della Commissione pari opportunità della Regione Abruzzo Gemma Andreini.

ombrelloUna piccola vicenda, certo, che però riesce a concentrare in un’unica immagine -e un unico passo falso- stereotipi culturali discriminanti, uso dei simboli improprio e lesivo del ruolo delle donne, contraddizioni evidenti tra responsabilità politica e comportamento. C’è chi ha ammesso l’errore come il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, non a caso fautore e rappresentante di una cultura paritaria autentica e dimostrata dall’azione pubblica, e chi invece ha liquidato la cosa con malcelato disprezzo. C’è chi ha subito strumentalizzato il fatto solo per arrecare danno agli avversari politici e chi al contrario, ogni giorno e faticosamente, cerca di costruire esempi positivi di rispetto e dignità personale, di rafforzare competenze e protagonismi femminili per una società più equa e dunque più forte. Il lavoro è tanto e richiede l’alleanza di donne e uomini. In attesa di averli tutti al nostro fianco, esorto loro a rispondere in casi analoghi e futuri “niente ombrello, grazie.. siamo uomini.”