Bandiera-UE-696x521(7 giugno) In seduta congiunta con la commissione consiliare Cultura, formazione e lavoro, abbiamo discusso nel merito il pacchetto di misure presentate dalla Commissione Europea per l’”equilibrio tra attività professionale e vita famigliare di genitori e prestatori di assistenza che lavorano”. Partendo dagli oggettivi divari e penalizzazioni per le donne, nel lavoro, nella professione e per quanto riguarda i livelli retributivi, l’UE rilancia una strategia che punta su incentivi, servizi di conciliazione e lotta agli stereotipi culturali a favore della parità di genere; strategia che trova sia alimento che uno dei suoi punti di caduta nelle politiche della Regione Emilia-Romagna. Nell’esprimere dunque parere favorevole alle misure europee, la Commissione Parità e Diritti delle Persone ha sottolineato alcuni obiettivi su cui far convergere tutte le Istituzioni nazionali per un reale avanzamento dei nostri diritti sociali.

bologna_commissioneparitaPrima necessità è conciliare attività lavorativa e di cura attraverso congedi e modalità di lavoro flessibili, incrementando però il numero di uomini che si avvalgono di congedi parentali e altre forme di flessibilità, ad oggi di preponderante utilizzo femminile. Si tratta di un passaggio ineludibile per raggiungere la parità, accanto ad un potenziamento dei servizi educativi per l’infanzia e del sostegno ai caregiver. La Regione può intervenire a supporto di questa strategia anche incentivando la responsabilità sociale d’impresa. La promozione di una cultura antidiscriminatoria e di empowerment delle competenze femminili sono poi gli “ingredienti” costanti di una politica avanzata che voglia garantire il contributo delle donne allo sviluppo economico del Paese. Occorre, in primo luogo, che le istituzioni educative siano attive contro la “segregazione formativa” che colpisce le giovanissime e condiziona le loro scelte professionali e di vita.