Commissione_audizioneimprenditoria_3maggio17È di segno femminile la crescita dell’occupazione in Emilia-Romagna: in 35.100 sono rientrate nel mercato del lavoro nel 2016, il 4,1% in più rispetto al 2015 (gli uomini si fermano al +1,3%). Si tratta della prima inversione di tendenza dal 2008, con un aumento assoluto su quell’anno di 17mila posti di lavoro in regione. Le donne occupate sono 888.224, valore mai raggiunto negli ultimi decenni. Questo dato positivo generale è emerso durante la seduta congiunta delle commissioni Politiche economiche e Parità e Diritti delle Persone, assieme a punti di difficoltà e richieste di sostegno che le rappresentanti del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Modena hanno posto alla nostra attenzione basandosi sull’indagine #Imprendodonna. Un focus che si aggiunge all’audizione delle libere professioniste e all’approfondimento delle cooperatrici sul welfare aziendale, e che si tradurrà in un rafforzamento delle politiche regionali di equità per il lavoro e l’occupazione.

Network-femminileSecondo la presidente del Comitato Eugenia Bergamaschi, in provincia di Modena una impresa su cinque risulta gestita da donne, particolarmente attive nei settori commercio, pubblici esercizi e servizi alle persone. Dall’indagine di tipo “qualitativo” su 26 imprese femminili di cui ha riferito Vittorina Maestroni presidente del Centro documentazione Donna di Modena, emergono anche alcune ombre. Ad esempio la difficoltà delle imprenditrici di conciliare i tempi di vita e di lavoro, legata alla poca flessibilità oraria dei vari servizi. Emergente il tema dell’accudimento degli anziani per il quale sono sempre più richieste reti di supporto. Sul fronte delle politiche aziendali di welfare, nella generalità delle imprese si riscontrano soluzioni informali e solo in quelle più grandi sono state fornite risposte più strutturate, come ad esempio convenzioni per gli asili nido e i campi estivi per i figli. L’assessora alle Attività produttive Palma Costi ha riferito che sono 85mila le imprese femminili attive in Emilia-Romagna, il 20,8% del complesso delle imprese.

Nel 2016 si è registrato un leggero incremento sul 2015 anche se la presenza di imprese al femminile in regione è un po’ più bassa rispetto alla media nazionale, ma riflette una elevata partecipazione al mondo del lavoro rispetto al resto del Paese, con una minore incidenza di quelle imprese femminili che nascono come ricerca di auto-impiego. A proposito di lavoro Costi ha riferito che il 2016 è per l’Emilia-Romagna il primo anno in cui il livello dell’occupazione torna a valori superiori a quello pre-crisi (+ 17.400 posti di lavoro in più rispetto al 2008). Le dinamiche di genere – ha detto – evidenziano un incremento dei posti soprattutto per le donne (+35.100, pari al +4,1%), più che per gli uomini (+13.700, pari al +1,3%). Le donne occupate sono 888.224, valore mai raggiunto negli ultimi decenni. Il 31,8% lavora part time. Le lavoratrici in cerca di occupazione diminuiscono del 9,5% (8.100 in meno) rispetto al 7,9% dei lavoratori (5.900). Aumenta significativamente la partecipazione femminile al mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna: +27 mila lavoratrici (+2,9%) e +7.700 lavoratori (+0,7%).