13316936_1737006936568590_1270846877155423235_o 13308734_1737007256568558_3900002176986073458_o(Bologna, 27 maggio 2016) Nel corso del Convegno abbiamo ascoltato tante testimonianze di caregiver, figlie e figli, mogli, genitori o amici che aiutano con continuità e nel lungo termine i propri cari malati, anziani o disabili non autosufficienti. Promosso da Carer, dalla Cooperativa Anziani e Non solo e dall’Unione Terre d’Argine con il patrocinio della Regione, l’approfondimento che abbiamo svolto nella sede dell’Assemblea è servito a toccare con mano questa ampia e articolata realtà (guarda il VIDEO) e a verificare lo stato di attuazione della Legge regionale 2 del 2014 che ha riconosciuto la centralità del caregiver nell’ambito del nostro welfare; tanto da diventare modello della proposta di legge nazionale che vuole introdurre anche nel Paese diritti e sostegno per queste persone. A guidarci tra i loro bisogni, solitudini e paure, ma anche tra le numerose proposte, le promotrici del Caregiver Day, arrivato alla sesta edizione, Loredana Ligabue e Lalla Golfarelli, entrambe nel gruppo di lavoro appena costituito per la stesura delle linee guida attuative della legge regionale.

interventoIntroducendo il convegno l’assessora al welfare Elisabetta Gualmini ha ricordato la responsabilità di essere la prima Regione ad aver varato una legge per il sostegno al caregiving familiare e l’impegno nell’attuare un sistema efficace pubblico-privato di tipo solidaristico. Tutti gli interventi hanno sottolineato quali necessità prioritarie un miglior accesso ai Servizi sanitari, sociali, di trasporto, l’attivazione di processi di mutuo-aiuto, un network a disposizione per lo scambio di informazioni e di tempo, un maggior aiuto dai medici di famiglia quali “facilitatori”. Nel mio intervento conclusivo ho rimarcato che un grande merito della legge 2 è di avere trasformato gli interessi legittimi dei caregiver familiari in diritti soggettivi. Renderli esigibili significa contribuire all’emancipazione femminile e sociale. Perché di fronte ad una prateria di bisogni non si sta a guardare, si mettono in campo tutti gli strumenti, dal ruolo di tutela e propulsivo del Difensore Civico a quello di controllo e verifica di attuazione della Commissione Parità, alla attivazione di fondi europei per forme strutturali di sostegno sociale.

Secondo i risultati dell’indagine “Passi d’Argento” (anni 2012-2013), in Emilia-Romagna circa un sesto della popolazione ultra 65enne (circa 124.000 persone) presenti qualche forma di disabilità, ovvero non sia autonomo nello svolgimento di una o più delle attività funzionali della vita quotidiana. Non esiste invece un dato ufficiale su quanti siano oggi i caregiver familiari presenti in Italia e in Emilia-Romagna. Soltanto un’indagine multiscopo dell’Istat (2011) ha fornito informazioni precise, contando in Emilia-Romagna  289mila caregiver (in Italia 3.329mila). A richiedere assistenza da parte dei caregiver sono anche le persone cosiddette “fragili”, autonome cioè nelle attività di base, ma che hanno bisogno di aiuto in almeno un’attività strumentale della vita quotidiana (come il lavoro domestico, lo spostarsi fuori casa, fare la spesa, ecc.). Il ruolo delle donne nell’ambito dell’assistenza familiare è stato uno dei più temi dibattuti, anche la vicepresidente della Regione ha sottolineato come in un contesto di welfare ancora prevalentemente “familista”, in Italia sia riscontrabile una tendenza significativa alla “femminilizzazione” della cura.  E’ la categoria delle figlie, la più rappresentata tra i caregiver, a dover sostenere il carico fisico e emozionale più gravoso, con la conseguenza, secondo alcuni dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), che queste donne presentano una probabilità più alta dell’8% di soffrire di disturbi mentali. All’evento organizzato a Bologna si sono aggiunti sul territorio dell’Emilia-Romagna molti altri momenti di riflessione sul tema dei caregiver: Carpi, Modena, Bologna, Porretta, Rimini, Savignano e altri,  hanno aderito alla rassegna valorizzando i servizi/interventi attivati a sostegno dei caregiver a livello locale e promuovendo l’apporto dell’associazionismo e del volontariato.