Roma_confstampa_5aprile2016(Roma, 5 aprile 2016) Promossa e introdotta dalla senatrice Silvana Amati, presenti la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli e la ministra Maria Elena Boschi, si è tenuta a Palazzo Madama una conferenza stampa che ha riunito numerose parlamentari, consigliere e assessore regionali attorno ad un’urgenza: la piena attuazione della legge 20/2016 che introduce il riequilibrio della rappresentanza nei consigli delle Regioni italiane. A fronte di una presenza femminile che oggi non raggiunge il 18% delle elette, molte Regioni dovranno modificare le proprie normative elettorali per la parità nelle liste e, ove sono contemplate le preferenze, la previsione della doppia preferenza di genere nella scheda elettorale. Ma non è il caso dell’Emilia-Romagna dove, proprio grazie alla nostra legge approvata nel 2014, l’assemblea legislativa ha quasi raddoppiato le consigliere elette e la commissione per la parità e i diritti delle persone indirizza e stimola con efficacia la Giunta su politiche strutturali di genere.

Roma_confstampaMori2Nel mio intervento ho poi sottolineato l’importanza di un cambiamento culturale in corso che dovrà mettere definitivamente in soffitta il concetto delle quote rosa, perché il presupposto ad una carica pubblica è sempre e comunque il merito e, inoltre, la responsabilità per una democrazia paritaria e matura è di tutta la comunità. Tra gli interventi, di denuncia e sprone alla approvazione di leggi elettorali adeguate in tutte le Regioni, quelli della vicepresidente del Consiglio lombardo Sara Valmaggi, dell’assessora delle Marche Manuela Bora e della presidente del Consiglio campano Rosetta D’Amelio. Sollevato anche il tema dell’applicazione della legge Delrio sulla parità nelle giunte comunali, disatteso in molti territori. Grazie al protocollo d’intesa sottoscritto con il coordinamento dei Difensori Civici regionali daremo un impulso decisivo sul fronte altrettanto importante degli esecutivi locali. Nelle sue conclusioni la Boschi ha sottolineato che attuare le norme per la rappresentanza paritaria è un buon modo di celebrare il 70° del voto alle donne, perché la presenza femminile nelle istituzioni è importante per fare buone leggi e far crescere i diritti e il benessere sociale. Oltre all’impulso del governo – ha chiosato la ministra ai rapporti col Parlamento – abbiamo potuto varare queste norme soprattutto grazie alla voce e competenza delle senatrici e deputate, che sono cresciute al 31% in questa legislatura.